Assegno Unico Figlio: a chi spetta e cosa cambia nel 2023?

L’Assegno Unico Figlio è un contributo introdotto dal Governo per fornire un sostegno alle famiglie con figli: spetta infatti a tutte le famiglie con figli a carico di età compresa tra 0 e 21 anni. Inoltre, unifica gli assegni familiari, e sostituisce il Bonus Bebè, il Bonus Nido e il Bonus Asilo Nido.
L’Assegno viene erogato in base al reddito familiare e alla composizione del nucleo familiare. In particolare, viene erogato alle famiglie in base al reddito ISEE, ma se non si presenta l’ISEE si avrà diritto automaticamente all’importo minimo dell’assegno, pari a 50 euro al mese per figlio.

La domanda va presentata ogni anno?

Ancora oggi però permane qualche dubbio sull’Assegno Unico Figlio. Le famiglie italiane, soprattutto all’inizio dell’anno, si chiedono se debbano rifare la domanda ogni anno. E la risposta è no: se si ha inoltrato la domanda per l’Assegno Unico nel 2022 non è necessario rifarla nel 2023, poiché si rinnova automaticamente. I dubbi probabilmente sono dovuti a due fattori principali. Il primo risiede nel fatto che l’Inps nel mese di marzo ha pagato gli arretrati dell’Assegno Unico di gennaio, e quindi pochi giorni fa diverse famiglie si sono viste accreditare una piccola parte di denaro (da 8 euro circa in su). Questo a molti ha fatto pensare che si fosse esaurito il bonus, e che quindi fosse necessario rifare la domanda. In realtà l’Inps ha semplicemente erogato gli arretrati che non ha pagato a gennaio 2023.

Come richiederlo?

L’altro fattore che potrebbe aver scatenato alcuni dubbi è un’email inviata dall’Inps dal titolo ‘INPS Servizi Proattivi‘, che altro non è se non la possibilità di ricevere notifiche dall’Istituto di previdenza per futuri bonus e agevolazioni. In ogni caso, per chi non avesse ancora fatto richiesta, la domanda per l’Assegno Unico Figlio può essere effettuata tramite il sito web dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.  Per effettuare la domanda è necessario accedere all’area riservata del sito, selezionare l’opzione ‘Assegno Unico Figlio’ e compilare il modulo online. È possibile presentare la domanda anche tramite l’Inps Contact Center, al numero verde 803.164, o tramite il patronato.

Previsti aumenti nell’importo

A partire dal 2023, sono previste alcune novità per l’Assegno Unico Figlio. In particolare, il sussidio verrà aumentato e saranno erogati gli arretrati per il periodo dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2022.
L’aumento dell’Assegno Unico Figlio è stato inserito nella Legge di Bilancio 2022, ed è destinato a fornire un ulteriore sostegno alle famiglie italiane. Coloro che hanno già fatto la domanda per l’Assegno Unico Figlio nel 2022 non devono fare altro se non inviare l’ISEE nuovo, ma solo se quest’ultimo è cambiato rispetto allo scorso anno. Inoltre, per i nuclei familiari che non hanno presentato l’ISEE nel 2022, l’INPS effettuerà il calcolo dell’ISEE ordinario per il 2023.

Gli italiani alle prese con il futuro, fra strategie di risparmio e incertezze 

È quanto emerge dalla prima rilevazione dell’Osservatorio Changing World di Nomisma: un italiano su 4 spende tutto quello che guadagna, e il 26% delle famiglie teme concretamente di non arrivare alla fine del mese. Ma il 38% degli italiani che risparmiano lo fanno perché condizionati da un futuro che percepiscono come incerto.
“Per comprendere il mondo in cui viviamo e anticipare quello in cui vivremo Nomisma ha lanciato l’Osservatorio Changing World che, attraverso rilevazioni bimestrali su un campione rappresentativo di italiani di età compresa tra i 18 e i 65 anni, consentirà di interpretare e anticipare i cambiamenti sociali in corso e indagare aspettative, valori, bisogni e modelli di acquisto dei cittadini”, spiega Valentina Quaglietti, Senior Project Manager e Responsabile Osservatori Cliente di Nomisma.

I consumatori iniziano ad avvertire la diminuzione del potere d’acquisto

Pandemia, conflitto russo-ucraino, impennata dei costi dell’energia e rialzo dell’inflazione sono i principali fattori che negli ultimi tre anni hanno colpito gli ecosistemi economici, produttivi e sociali, generando un diffuso clima di incertezza. Questo si riflette sui consumatori, che iniziano ad avvertire la diminuzione del loro potere d’acquisto. Un dato confermato dall’ultima rilevazione Istat, che ha visto le vendite al dettaglio diminuire dello 0,8% in volume.

Limitare gli acquisti all’essenziale

Dall’Osservatorio emerge come nell’ultimo anno l’88% delle famiglie italiane abbia adottato alcune strategie di risparmio per far fronte al rincaro dell’energia e all’aumento generale dei costi, fattori che incidono sulle scelte di acquisto. 
“Entrando nel dettaglio dell’indagine, vediamo che per contenere gli effetti dell’inflazione sul budget familiare, gli italiani optano per strategie di decluttering del carrello: riducendo gli sprechi (58%), rinunciando a prodotti e servizi ritenuti superflui (45%), e limitando gli acquisti a voci di spesa davvero essenziali (40%). A questo aspetto si unisce la ricerca di offerte e promozioni (51%)”, osserva Valentina Quaglietti, Senior Project Manager e Responsabile Osservatori Cliente di Nomisma.

Per molti tutto il budget famigliare è destinato alle spese fisse

Nonostante gli sforzi di contenimento delle uscite, il 14% degli intervistati ritiene di guadagnare meno di quanto avrebbe bisogno per sostenere le spese necessarie. Peraltro, il 25% degli italiani, per far fronte ai costi e agli imprevisti legati alle utenze, all’abitazione e all’alimentazione si ritrova a spendere tutto il budget familiare a disposizione, senza potersi permettere altro. Il 7% rinuncia al risparmio per acquistare beni e servizi non strettamente necessari, ma che consento di condurre una vita in qualche modo più agiata. Il 54%, invece, riesce ad accantonare qualcosa, senza dover fare troppe rinunce, in virtù di una spesa minore rispetto alle sue entrate.

È arrivato il primo software che assembla il Dna in appena due giorni

Si chiama Verkko, parola che in finlandese significa ‘rete’, ed è il primo software in grado di assemblare un intero Dna in pochi giorni, senza ‘buchi’ e senza errori, a partire proprio da quello dell’uomo.  Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature Biotechnology, è stato ottenuto dai ricercatori del National Institutes of Health (NIH), l’agenzia americana per la ricerca sulla salute.
Ora che Verkko è ‘pronto’ promette di imprimere una forte accelerazione nel campo della ricerca, non solo per il genoma umano, ma anche per quello di tante altre specie, oltre ad aprire la strada a una serie di applicazioni nella medicina personalizzata.

Ottenere automaticamente una sequenza completa del genoma umano

La ‘nascita’ del software ha preso avvio dal progetto internazionale Telomere-to-Telomere (T2T), che lo scorso anno ha pubblicato la sequenza più completa e senza lacune del genoma umano.
“Abbiamo preso tutto ciò che abbiamo imparato nel progetto T2T e automatizzato il processo – ha spiegato Sergey Koren, che ha coordinato lo studio -. Ora con Verkko basta premere un pulsante per ottenere automaticamente una sequenza completa del genoma”.
Di fatto, mentre i ricercatori del progetto T2T hanno impiegato anni per completare manualmente quell’8-10% del Dna umano che era rimasto ancora all’oscuro, il software Verkko adesso è in grado di completare lo stesso procedimento solamente in un paio di giorni.

È un po’ come completare un puzzle

Assemblare un’intera sequenza di Dna è un po’ come completare un puzzle nel quale i pezzi possono essere piccoli e dettagliati, oppure grandi ma poco precisi. In pratica, Verkko inizia mettendo insieme i pezzi più piccoli, creando molti segmenti disconnessi tra loro. A questo punto, il software confronta le regioni già assemblate con i pezzi più grandi che ha a disposizione, ovvero, quelli che servono da ‘cornice’ per mettere in ordine le varie parti.

Un sistema che ricostruisce interi cromosomi velocemente

Il prodotto finale è quindi una sequenza genomica dettagliata e completa. I ricercatori hanno già testato le capacità di Verkko con sequenze umane e non, constatando la velocità e la precisione con cui il sistema ha ricostruito interi cromosomi, un compito che un tempo rappresentava un’impresa ardua, riporta Ansa. Più in dettaglio, l’esecuzione di Verkko sul genoma umano HG002 ha prodotto 20 dei 46 cromosomi diploidi assemblati senza lacune, con una precisione del 99,9997%.
Un risultato, riferisce Startupitalia, che va verso la costruzione di database pangenomici completi e genomica comparativa su scala cromosomica. 

Come si comportano gli adolescenti italiani dopo la pandemia?

Nonostante il trauma della pandemia, oggi gli adolescenti italiani hanno una discreta percezione della loro qualità di vita, anche se inferiore rispetto agli anni passati e maggiore tra i ragazzi rispetto alle ragazze. Un adolescente su due avverte un impatto positivo della pandemia sui rapporti familiari e due su cinque sul rendimento scolastico, seppure salute mentale e la propria vita in generale ne abbiano risentito negativamente. Inoltre, i giovani si sentono supportati da amici e compagni di classe, si fidano degli insegnanti, ma spesso sono stressati dagli impegni scolastici. Emerge dalla VI rilevazione 2022 del Sistema di Sorveglianza HBSC Italia (Health Behaviour in School-Aged Children – Comportamenti collegati alla salute dei ragazzi in età scolare), coordinato dall’ISS insieme alle università di Torino, Padova e Siena, con il supporto del Ministero della Salute, la collaborazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito, Regioni e Aziende Sanitarie Locali.

Poca attività fisica e uso problematico dei social

Secondo lo studio, abitudini alimentari e stili di vita possono migliorare. Il consumo quotidiano della prima colazione diminuisce al crescere dell’età, specie tra le ragazze, e meno di un giovane su 10 svolge attività fisica tutti i giorni. Quasi tutti si relazionano tra loro attraverso i social media, un fenomeno in crescita, ma non esente da criticità. Il 17% delle ragazze, che arrivano al 20% tra le 15enni, quindi una su cinque, e il 10% dei ragazzi ne fanno un uso problematico, con conseguenze negative sul loro benessere fisico e psicologico.

Cattive abitudini: alcol, fumo e gioco d’azzardo

Permangono comportamenti a rischio, quali l’assunzione di alcol, in aumento tra le ragazze (una su cinque tra le 15enni si è ubriacata almeno due volte nella vita), l’abitudine al fumo di sigaretta, che vede ancora prevalere le ragazze (29% vs 20% dei ragazzi di 15 anni), e la propensione al gioco d’azzardo, che invece è un fenomeno prettamente maschile: il 47,2% dei ragazzi e il 21,5% delle ragazze 15enni hanno scommesso o giocato del denaro almeno una volta nella vita. 

Pochi amano la scuola. Cyberbullismo più diffuso tra le ragazze

La maggioranza degli adolescenti non ama la scuola. Solo il 13% dei ragazzi, con proporzioni leggermente maggiori per le ragazze e per i più piccoli, dichiara di apprezzare la scuola. Percentuale che scende drammaticamente al 6% tra i 15enni. Di contro, circa la metà degli 11enni si sente molto stressato dagli impegni scolastici, per crescere al 60% e al 78% rispettivamente nei ragazzi e nelle ragazze di 15 anni. Nei comportamenti relazionali più critici, invece, il bullismo sembra mantenere le sue peculiarità senza importanti variazioni. La sua occorrenza si colloca intorno al 15% e decresce con l’aumentare dell’età, con proporzioni del 19% tra gli undicenni, il 16% nei tredicenni e poco più del 9% tra i 15enni. Analoghe proporzioni si osservano per il cyberbullismo, più frequente nelle ragazze (17% contro 13%) e nelle età più giovani: 19% a 11 anni, 16% a tredici e 10% a 15 anni.

Mercato italiano nel vino: il 2023 tra incertezze e prospettive 

Tra inflazione, rallentamenti economici, costi legati all’energia e tensioni geopolitiche internazionali, il contesto economico attuale è pieno di incertezze e nuove sfide, anche per la filiera italiana del vino.
Forte del nuovo record nell’export, ma davanti a un calo nelle vendite a volume in GDO rispetto al 2021, l’Italia del vino nel 2023 si prepara ad affrontare un anno carico di incertezze. Eppure, i segnali che arrivano dal mercato non sono solo negativi, e preannunciano nuove opportunità di crescita. 
Sono alcune evidenze emerse dalla nona edizione del Forum Wine Monitor di Nomisma, che ha l’obiettivo di decifrare i trend del momento per individuare le possibili traiettorie di sviluppo per il settore vinicolo italiano. 

Export: raggiunti 8 miliardi, +12%

Secondo le stime Wine Monitor, nel 2022 il vino italiano ha raggiunto 8 miliardi di euro di esportazioni, con una progressione rispetto all’anno precedente del 12%. Anche la Francia è cresciuta, arrivando a 12,5 miliardi di euro di export vinicolo, mentre la Spagna (terzo esportatore mondiale) si è dovuta ‘accontentare’ di un aumento di circa il 6% (3 miliardi di euro). Spostandosi sul mercato interno, secondo i dati forniti da NielsenIQ il 2022 ha evidenziato una flessione nelle vendite dei vini venduti nel canale della Distribuzione a Libero Servizio, soprattutto a volume (-6,4% rispetto all’anno precedente), a fronte di un calo a valore dell’1,8%. Occorre anche segnalare che i livelli di vendita sono risultati comunque superiori, sia nei valori sia nelle quantità, a quelli pre-pandemici del 2019.

Meno spesa nel canale GDO

“Tra i fattori che hanno determinato questo calo, ricordiamo da un lato l’aumento dei prezzi, che ha ridotto in parte la capacità di acquisto dei consumatori che vanno in GDO, ma dall’altro il 2022 ha visto finalmente un ritorno dei consumi al ristorante – spiega Denis Pantini, Responsabile Wine Monitor -. Questo perché, allentate le politiche sanitarie emergenziali legate al Covid, gli italiani come tutti gli europei hanno ripreso le precedenti abitudini, e spostando gli acquisti dalla GDO al consumo fuori casa. L’altro grande fattore è stato la ripresa del turismo straniero, dopo gli anni più critici della pandemia”. 

Due sfide per i produttori: i costi e i comportamenti di acquisto

“La preoccupazione maggiore per il 2023 investe due aspetti: il primo coinvolge i costi – commenta Francesca Benini, Sales & Marketing Director di Cantine Riunite & Civ -, il secondo riguarda il comportamento d’acquisto del consumatore”. Da un lato infatti aumenta la propensione verso il canale discount, mentre dall’altro aumentano i consumi away from home.
“Le strategie future dei produttori di vino non potranno prescindere da alcuni trend internazionali, come quello della sostenibilità e della figura del nutrizionista consapevole, ovvero del consumatore attento al proprio benessere e a quello del pianeta – aggiunge Benini -. Le aziende e i brand che saranno in grado di richiamare questa sensibilità, a partire dalla comunicazione e dall’etichetta, saranno premiate dal mercato”.

Intelligenza Artificiale: cala la fiducia degli utenti Internet

Rispetto al 2019, la fiducia in Internet diminuisce, e quasi la metà degli utenti di Internet (49%) sostiene che regolamentare lo sviluppo e l’uso dell’Intelligenza Artificiale migliorerebbe il grado di fiducia. Un sondaggio internazionale di Ipsos condotto in 20 Paesi mostra infatti una diminuzione della fiducia degli utenti Internet riguardo alle tecnologie legate all’Intelligenza Artificiale, e una preoccupazione elevata per la tutela della privacy online. In generale, più della metà degli intervistati (57%) ritiene che Internet sia governato in modo efficace, ma in alcuni Paesi, come Gran Bretagna (45%), Stati Uniti (45%), Francia (41%) e Israele (34%), si registrano percentuali al di sotto del 50%. Inoltre, se il 50% degli utenti ritiene che la sicurezza online sia adeguata, il 79% esprime preoccupazione per la protezione della propria privacy online, un dato invariato rispetto al 2019 (78%).

Rafforzare la protezione della privacy online

Se complessivamente la fiducia in Internet diminuita di 11 punti rispetto al 2019, passando al 63%, e la maggior parte dei Paesi esaminati ha registrato un calo, il calo più consistente e rilevante si nota in Polonia, dove si assiste a un calo di ben 26 punti percentuali (50%). Tra le preoccupazioni relative alla privacy e il rapido declino della fiducia a livello mondiale, gli utenti di Internet chiedono nuove normative per rafforzare efficacemente la protezione della propria privacy online, e vorrebbero avere un maggior controllo sul modo in cui i propri dati personali vengono raccolti e utilizzati.

Gli utenti chiedono maggior controllo sui propri dati  

Secondo gli intervistati, alcune delle politiche governative più efficaci per migliorare la fiducia in Internet dovrebbero includere protezione della privacy e dei dati personali (65%), politiche di sicurezza informatica per gli utenti di Internet (64%), definizione di standard che descrivono in dettaglio come le aziende raccolgono (62%) e utilizzano (63%) i dati degli utenti raccolti online. Inoltre, il 61% sostiene la necessità dell’istituzione di politiche che consentano agli utenti di controllare meglio i propri dati 

AI e realtà virtuale sono termini ormai familiari  

AI, Metaverso, realtà virtuale, realtà aumentata, Blockchain, Web 3.0 sono solo alcuni esempi delle nuove tecnologie online. Non meno importante è l’ultima frontiera dell’AI, la cosiddetta ChatGPT, che in poco tempo ha conquistato l’attenzione di molti utenti ed esperti. Una ricerca Ipsos condotta in collaborazione con l’Osservatorio Metaverso rivela che termini quali ‘realtà virtuale’ e ‘Intelligenza artificiale’ sono familiari alla maggioranza degli italiani. In particolare, il 52% afferma di essere a conoscenza di un po’ di cose relative all’Intelligenza artificiale e l’11% di saperne molto sul tema. Al contrario, soltanto il 6% dichiara di non possedere alcuna conoscenza in merito, e un terzo (31%) di averne sentito semplicemente parlare.

Bonus Mobili: confermato anche per il 2023. Tetto di spesa a 16.000 euro

Il Bonus Mobili è un’agevolazione fiscale introdotta dallo Stato italiano con la legge di bilancio di qualche anno fa, e successivamente prorogata. Si tratta di una detrazione fiscale del 50% sull’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici di classe A+ o superiore, destinati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione edilizia. Per l’anno 2023 il Bonus Mobili è stato confermato, e presenta diverse novità. Tra queste, l’innalzamento dell’importo massimo di spesa a 16.000 euro.

Risparmiare e ridurre i consumi energetici


Il Bonus Mobili rappresenta un’importante opportunità per chi vuole rinnovare l’arredamento della propria casa o della propria attività commerciale, sia un’abitazione privata o una struttura ricettiva.  Grazie alla detrazione fiscale del 50%, infatti, è possibile risparmiare sull’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di alta qualità, contribuendo al contempo a ridurre i consumi energetici e a migliorare la qualità dell’aria interna.
Se si sta pensando di effettuare una ristrutturazione edilizia e si intende approfittare del Bonus Mobili, bisogna ricordare di fare riferimento alle disposizioni della legge di bilancio 2023, e di conservare tutta la documentazione necessaria per poter beneficiare della detrazione fiscale.

I pagamenti devono essere effettuati con modalità tracciabili


Per ottenere il Bonus l’acquisto dei mobili deve essere effettuato nell’ambito di una ristrutturazione edilizia documentata da apposita dichiarazione di inizio attività (DIA), un permesso di costruire o una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) regolarmente presentata. I lavori di ristrutturazione devono essere stati effettuati su un immobile oggetto di ristrutturazione che sia di proprietà dell’acquirente, o su un immobile locato dall’acquirente, a condizione che sia stato stipulato un contratto di locazione a canone concordato. Gli acquisti poi devono essere effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre, e i pagamenti devono essere effettuati con modalità tracciabili (bonifico bancario, carte di credito o di debito).

La detrazione spetta solo per grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+

La detrazione spetta solo per gli acquisti di mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per il forno), a eccezione di cucine componibili, caminetti, stufe, apparecchi per il riscaldamento, forni a microonde, lavatrici, lavastoviglie, apparecchi di climatizzazione, prodotti per il trattamento dell’acqua.
Una volta soddisfatti i requisiti per ottenere il Bonus Mobili, è possibile utilizzarlo in due modi,
in sede di dichiarazione dei redditi, presentando il modello 730 o il modello Unico, o mediante il modello F24, in cui verrà indicato il codice tributo 1936. La detrazione spetta per un importo massimo di 16.000 euro per unità immobiliare e può essere fruita in 10 quote annuali di pari importo. Precedentemente era 10.000 euro, ma il tetto per il 2023 è stato elevato.

I cinque gadget hi-tech irrinunciabili nel 2023

Dagli accessori per lo smartphone ai prodotti per la sicurezza i gadget hi-tech sono tra i prodotti più desiderati. È possibile trovare apparecchi per ogni necessità e preferenza, ma sono 5 quelli particolarmente interessanti, perfetti per portare innovazione nella vita di tutti i giorni.

Il primo è il caricabatterie portatile a luce solare con cellette fotovoltaiche. L’utilizzo continuo di smartphone, tablet e smartwatch comporta un consumo di energia considerevole, ma questo dispositivo permette di caricare i device elettronici senza una fonte di energia elettrica. Le cellette fotovoltaiche sono infatti in grado di produrre elettricità dalla luce del sole fornendo una potenza massima di circa 10 watt. È quindi possibile ricaricare lo smartphone anche all’aperto: basta lasciare esposto il modulo alla luce solare e collegare il device da ricaricare tramite cavetto USB.

Traduttore portatile istantaneo e lucchetto smart con lettore di impronte

Il traduttore istantaneo portatile è un dispositivo compatto da portare con sé per ottenere la traduzione immediata della voce di un interlocutore. I modelli migliori sono i traduttori bidirezionali, e la maggior parte dei dispositivi supporta decine di lingue. Alcuni traduttori sono dotati di schermi LCD per visualizzare il testo tradotto delle conversazioni, altri dispongono di voce artificiale che traduce istantaneamente il parlato dell’interlocutore per ascoltare la conversazione tradotta.

Il lucchetto smart invece permette di chiudere una valigia, un armadietto o bloccare in sicurezza una bici, e si può sbloccare usando l’apposito lettore di impronte digitali. Non serve quindi ricordare la password o portarsi dietro la chiave. Il lucchetto smart si ricarica tramite cavetto USB-C e si controlla a distanza tramite app.

E-cig smart USB

Tra gli e-cig smart USB più interessanti c’è Pulze, un dispositivo scalda tabacco discreto e tascabile, dotato di luci a LED che indicano quando il device è pronto. La e-cig smart di Pulze è predisposta per l’utilizzo degli stick di tabacco iD, progettati per un’applicazione rapida e semplice all’interno del dispositivo I migliori e-cig smart USB si contraddistinguono per un comodo design ergonomico per garantire un’elevata maneggevolezza, diversi colori tra cui scegliere, e tanti accessori compatibili, come i tappi di protezione e un set completo di prodotti per la pulizia rapida, o accurata, a seconda delle circostanze.

Smart wallet con protezione RFID

Il portafoglio smart garantisce maggiore protezione dei propri strumenti di pagamento. Lo smart wallet, infatti, dispone di un sistema di protezione RFID per evitare il rischio di clonazioni e furti di dati sensibili delle carte di credito, di debito e prepagate. Il rivestimento, che funziona da scudo RFID, preserva infatti le carte da attacchi hacker di prossimità. Alcuni modelli, riporta Adnkronos,  dispongono anche di tasche porta sim o microSD, utili per custodire in sicurezza questi piccoli supporti senza mischiarli con altri oggetti. In commercio si possono trovare smart wallet con protezione RFID per tutte le esigenze, compresi modelli di lusso realizzati dalle griffe di alta moda. Accessori, quindi, non solo tecnologicamente avanzati, ma anche esclusivi e di design.

Carne o pesce? Gli italiani e i menu delle Feste Natalizie

Fino a qualche decennio fa le usanze erano chiare. Al Centro e Sud Italia si festeggiava la Vigilia di Natale con un cenone ‘di magro’, mentre al Nord era d’obbligo il pranzo del 25 dicembre a base di carne. Ma ora che il Natale è alle porte, quali pietanze popolano le cucine del Bel Paese durante le Festività? Ora i dati di Everli mostrano come al diffondersi di nuovi stili alimentari emergano menu delle festività ‘alternativi’, e tra una portata di carne e una di pesce, quest’anno faranno capolino piatti veggy o vegan, scelti da 1 italiano su 10 (10%).


Menu “di magro”: vince il salmone

Se tra bovino e pollo gli italiani non riescono a scegliere, sul pesce non ci sono dubbi: il Re delle feste è il salmone. Dalla versione affumicata, al 1° posto tra le varietà di pesce più acquistate, al filetto al naturale (2°) fino al sashimi (6°), questa specie del nord Atlantico occupa 15 posizioni su 30 nel ranking dei prodotti di mare più venduti. Tra chi sceglie un menu ‘di magro’, particolarmente apprezzato è anche il pesce bianco, come merluzzo (5°), orata (10°), baccalà (14°), platessa (18°) e persico (20°).  Ma contrariamente alla tradizione, non è il Sud a scegliere ricette di mare in occasione delle Feste, ma la provincia di Trieste.

Piemontesi e lombardi optano per la carne

Nella top 10 delle province che più spendono per carne e pesce Trieste è l’unica provincia a comparire solo nella classifica degli amanti del menu ‘di magro’ (7° posto), con preferenza per salmone, capesante e rombo.
Benché presenti in entrambi i ranking, anche a Roma e Genova si preferisce il pesce, ma oltre al salmone, sempre presente, la Capitale aggiunge le vongole, mentre la Liguria il polpo. Piemontesi e lombardi optano invece per la carne. A Torino vince di poco un menu tradizionale a base di pollo, salsiccia e scottona. Il capoluogo piemontese è infatti al 2° posto della top 10 delle province italiane che più spendono per la carne, mentre scivola al 3° per il pesce. 
Anche i lombardi scelgono un menu di terra, soprattutto a Varese e Monza. In particolare, i varesini celebrano il Natale esclusivamente con piatti a base di pollo, bovino e suino, e si preparano per Capodanno facendo scorta di cotechino e zampone.

A Milano e Bologna si sceglie un menu “mari e monti”

C’è poi chi preferisce non schierarsi nella lotta tra carne e pesce, e per Natale porta in tavola un menu ‘mari e monti’. In questo caso, è Milano al 1° posto in entrambe le classifiche, e in occasione delle festività spende di più sia per acquistare pollo, scottona e salsiccia sia per comprare salmone e pesce spada. Anche a Bologna, Forlì-Cesena e Rimini si servono sia antipasti con salmone affumicato, primi alle vongole e secondi di pesce bianco, sia portate con la carne, con una predilezione particolare per il macinato.

Startup: nel 2022 finanziamenti per oltre 2 miliardi di euro

A dodici mesi dallo ‘sfondamento’ della soglia del miliardo di euro di investimenti annui, e a dieci anni dallo Startup Act del 2021, nel 2022 si registra il traguardo dei due miliardi di capitale raccolto da investitori formali, informali e internazionali. Di fatto, nel 2022 gli investimenti totali in Equity di startup hi-tech italiane ammontano a oltre 2,1 miliardi di euro, un valore più che triplicato rispetto ai 694 milioni quantificati nel 2019.  Queste alcune evidenze emerse dall’Osservatorio Startup Hi-tech promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con InnovUp – Italian Innovation & Startup Ecosystem.

I finanziamenti internazionali raddoppiano il loro valore 

In questo contesto, gli investimenti da parte di attori formali (fondi VC indipendenti, CVC aziendali e GVC) confermano il loro tradizionale ruolo di guida per l’intero ecosistema, registrando un +44% rispetto al 2012 e raggiungendo quota 731 milioni di euro.
Il trend conferma il ruolo infrastrutturale assunto dal comparto, che nel 2022 si riconsolida come cardine e acceleratore dell’intero ecosistema.
A determinare in maniera significativa il raggiungimento della soglia dei due miliardi di capitale raccolto è la componente dei finanziamenti internazionali. Con un valore più che raddoppiato, da 435 milioni a 1.029 milioni, arriva a costituire circa la metà dell’intero ecosistema.

Uno dei veicoli preferiti per attrarre capitale estero

Le startup, e in particolare le scaleup, sembrano essere quindi sempre più uno dei veicoli preferiti per attrarre capitale all’interno del nostro Paese, un tema che i policy-maker e le istituzionali nazionali dovranno continuare ad affrontare con continuità nei prossimi anni.
Rispetto al benchmark internazionale, nel 2021 la performance di rilancio dell’Italia all’uscita dalla pandemia ha consentito di ridurre il gap consolidato negli anni passati. La dimensione relativa dell’ecosistema italiano formale oggi è pari a circa 1/6 di quello francese, circa 1/4 rispetto a quello tedesco, e con dimensioni paragonabili a quello spagnolo.

Equity Crowdfunding in contrazione

I finanziamenti da attori informali registrano invece una contrazione del 12%, passando da 449 a 400 milioni di euro nel 2022.
Tale decremento potrebbe rispecchiare un primo giro di boa circa la maturità dell’ecosistema, dove diverse startup stanno ormai passando allo stato di scaleup, con operazioni tradizionalmente più associate al mondo formale.
In questo particolare frangente, risulta interessante notare come il segmento dell’Equity Crowdfunding registri negli ultimi 12 mesi una significativa contrazione rispetto all’ultima osservazione, passando dai 106 milioni di euro consuntivati nel 2021 a 85.