Chi si rivolge alle agenzie investigative di solito?

Rivolgersi ad un investigatore privato non è più una faccenda che riguarda soltanto grandi aziende o persone che sospettano che il coniuge possa tradirle.

Questo tipo di servizi, sebbene facciano parte tutt’oggi del lavoro quotidiano di un’agenzia investigativa, rappresentano in realtà soltanto l’aspetto cinematografico di questo lavoro.

Oggi infatti, sono tantissime la persone comuni che si rivolgono ad un esperto in investigazioni private per risolvere problemi grandi e piccoli che riguardano la sfera personale, così come quella lavorativa.

In base al tipo di sospetto o necessità di portare alla luce determinate situazioni, possono infatti essere sia i privati che varie realtà imprenditoriali ad aver necessità di contattare un investigatore privato.

Come sempre, a fare la differenza sonol’esperienza e le risorse a disposizione dei professionisti cui ci si affida. Per questo motivo è bene scegliere con cura l’agenzia investigativa alla quale richiedere di far luce sulla situazione che ci interessa.

I servizi di un’agenzia investigativa per i privati

Ci sono ad esempio persone che hanno necessità di rivolgersi ad un investigatore privato per capire cosa facciano e chi frequentino i propri figli quando non si trovano in casa.

Il controllo dei minori, e dunque verificare le frequentazioni che questi intrattengono quando sono con i coetanei, è esattamente uno dei motivi principali per i quali le persone si rivolgono agli investigatori privati.

Ci sono poi le indagini legate ad episodi di molestie o veri e propri stalker che rendono difficile la vita della vittima, la quale decide di rivolgersi ad un investigatore privato così che questi possa produrre tutte le prove necessarie da portare poi in tribunale.

Un altro caso tipico per il quale oggi le persone si rivolgono ad un investigatore privato sono quelle indagini mirate alla revisione dell’assegno di mantenimento. Non è raro infatti, che il coniuge obbligato a versare all’altra parte un assegno mensile riesca in qualche modo a celare il proprio reddito o patrimonio, in maniera tale da andare a corrispondere un assegno mensile dall’importo più basso.

I servizi di un’agenzia investigativa per le aziende

Tipicamente, le aziende si rivolgono ad un’agenzia investigativa quando hanno il sospetto che potenziali dipendenti infedeli possano assentarsi in maniera arbitraria e ingiustificata dal luogo di lavoro, creando un danno all’azienda stessa. In questo caso l’investigatore va a mettere in atto tutta una serie di strategie volte a verificare cosa facciano effettivamente i dipendenti durante l’orario di lavoro e se questi si assentino o meno in maniera ingiustificata.

Ci sono poi i casi in cui si sospettano furti e altri comportamenti inadeguati da parte dei dipendenti, con lo scopo di sottrarre materiale e altre risorse senza alcuna autorizzazione o tipo di permesso da parte dell’azienda.

Anche in questo caso le indagini sono volte ad individuare il responsabile al fine di riuscire a produrre tutte le prove necessarie che hanno lo scopo di poter procedere anche al licenziamento per giusta causa.

Anche la concorrenza sleale è uno dei motivi che spingono aziende di ogni tipo a rivolgersi ad agenzie investigative, dato che questo tipo di fenomeno può arrecare danni non indifferenti a qualsiasi realtà lavorativa.

Si parla ad esempio di casi di contraffazione di un marchio, di diffusione di notizie false e denigratorie o manipolazione di dipendenti e collaboratori.

Conclusione

Dunque le ragioni per le quali ci si può rivolgere ad un’agenzia investigativa sono veramente numerose e riguardano sia la sfera personale, e dunque quella privata, che aziende ed imprese di ogni tipo.

Rivolgersi ad un’agenzia con esperienza nel settore è importante perché può fare la differenza sia nella raccolta delle prove che nella discrezione necessaria in questi casi.

Cosa fare quando le tapparelle di casa non funzionano?

Quando in casa c’è un dispositivo che non funziona, solitamente andiamo nel panico perché non sappiamo come fare senza poterne usufruire.

In particolar modo, quando il dispositivo in questione è particolarmente importante o di utilizzo quotidiano, avvertiamo la necessità di ricevere rapidamente le prestazioni di un esperto che possa porre rimedio e consentire di ripristinare la normalità.

Ciò vale ad esempio per le tapparelle di casa, della cui importanza di rendiamo conto solo quando per un motivo particolare queste non funzionano bene.

Le tapparelle di casa infatti, quando vengono azionate, sono soggette ad una forza meccanica in grado di usurare nel tempo ingranaggi e componenti.

I problemi tipici delle tapparelle di casa

Non è raro per questo riscontrare problemi al rullo che rendono difficoltoso il riuscire ad aprirle o chiuderle, nonché casi in cui si verifica la rottura di un componente nonché la classica tapparella che esce fuori dai binari.

Sono solitamente questi i problemi che interessano le tapparelle di casa, e provvedere alla loro riparazione non sempre è semplice soprattutto nel caso di rottura della cinghia, dato che si rende necessario aprire il cassettone e sistemarne accuratamente una nuova facendo attenzione da fissarla in maniera corretta così da consentirle di azionare regolarmente il meccanismo di apertura e chiusura.

Altrettanto delicata è l’operazione che riguarda un eventuale guasto al rullo e dei suoi leganti, o della tapparella bloccata a causa di un perno che è uscito dal suo alloggio originale magari a causa della rottura dei supporti.

Le soluzioni a nostra disposizione

Riuscire a porre rimedio autonomamente appare complicato, soprattutto per coloro i quali non hanno mai affrontato una riparazione simile e non hanno dimestichezza con le tapparelle. L’inesperienza può infatti giocare brutti scherzi, sia dal punto di vista tecnico che per quel che riguarda l’ambito economico.

Meglio evitare dunque di tentare una riparazione casalinga perché il rischio è quello di peggiorare la situazione compromettendo anche altri elementi il cui ripristino potrebbe essere poi più costoso.

Meglio dunque rivolgersi ad un tecnico specializzato nella riparazione tapparelle, che conosca perfettamente i vari componenti e meccanismi e che possa per questo apportare efficacemente tutti gli interventi necessari che consentano di ripristinare il corretto funzionamento delle tapparelle.

I vantaggi di rivolgersi ad un professionista

Sia che si tratti della riparazione delle tapparelle relative alla tua abitazione, che quelle di un ufficio, negozio, garage o capannone industriale, un professionista preparato sarà in grado di individuare la natura del guasto e porre rimedio nel minore tempo possibile, dato che un guasto alle tapparelle crea un disagio non indifferente a tutti coloro i quali vivono o lavorano in quel determinato ambiente.

Questo vale sia per tapparelle di tipo tradizionale che per tapparelle motorizzate che presentano problemi al motore o ad altre parti elettriche, le quali sono particolarmente complesse da gestire e che necessitano per questo di un intervento di un tecnico che sappia come gestirle data la loro particolare struttura.

Grazie alle prestazioni di un professionista del settore, ogni riparazione potrà essere apportata nel minore tempo possibile e facendo in modo che le tapparelle possano tornare immediatamente a svolgere il loro lavoro e permettendo a tutti di poterle azionare senza fare fatica e senza il timore che queste possano cedere nuovamente.

Un esperto è infatti in grado di individuare rapidamente il problema che interessa le tapparelle del nostro appartamento, e dispone di tutti i pezzi di ricambio che sono necessari per effettuare la riparazione in questione.

Avremmo così la nostra serranda o tapparella nuovamente funzionante al meglio nel minore tempo possibile. Se il  problema è urgente puoi usufruire di un servizio di pronto intervento 24 grazie al quale poter trovare rapidamente il professionista di cui hai bisogno.

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Acquisire competitività con i laser industriali

Riuscire a rimanere competitivi sul mercato è l’obiettivo di tantissime aziende che desiderano continuare ad offrire i propri prodotti senza per questo dover partecipare alla guerra dei prezzi. In questo senso, la soluzione è decisamente quella di aumentare la qualità del prodotto finale. Il cliente chiaramente, a parità di prezzo, è naturalmente portato a scegliere per quella soluzione in grado di offrire un prodotto qualitativamente migliore.

Laser industriali e produttività

I laser industriali rappresentano ad oggi la risposta più efficace a quanti desiderano individuare delle risorse che consentano di aumentare il livello di qualità della propria produzione nonché la velocità della stessa. Si tratta infatti di uno strumento grazie al quale è possibile rispondere adeguatamente alle richieste di mercato, anche per quel che riguarda i tempi di produzione e consegna dei prodotti.

Laser industriali: quali sono i vantaggi?

Ci sono diversi vantaggi che i moderni laser industriali presentano rispetto i metodi tradizionali o i laser di vecchia generazione. Uno dei più importanti è rappresentato dalla grande pecisione di taglio,altrimenti impossibile da ottenere con qualsiasi altro tipo di laser o strumento esistente in commercio. Grazie ai moderni laser industriali è possibile anche andare ad effettuare dei tagli particolarmente complessi in maniera molto rapida e precisa, come ad esempio curvature e altro tipo di marcatura o effetto particolarmente difficile da ottenere.

I vantaggi per l’azienda che si dota di tale soluzione sono soprattutto economici, in quanto i tempi di lavoro chiaramente si velocizzano e diminuisce così la necessità di manodopera, con tutti i vantaggi che ne derivano per quel che riguarda i costi di produzione. Infine è bene ricordare che questo tipo di tecnologia non ha bisogno dell’impiego di sostanze chimiche o materiali inquinanti, per cui è possibile definirla una tecnologia pulita che concorre a rispettare l’ambiente ed il mondo che ci circonda.

Impianto ad osmosi inversa IWM

L’acqua è una risorsa essenziale per la vita, sia del nostro pianeta sia per tutti gli esseri viventi. Dall’utilità molteplice, senza questo elemento tutto andrebbe incontro al deperimento rapido, fino anche alla morte, laddove un organismo ne fosse privato. Questo vale soprattutto per l’uomo ma anche per le piante e gli animali. Per l’uomo l’acqua è necessaria per mantenere la giusta idratazione che serve per il corretto svolgimento delle funzioni organiche, fondamentale per espellere tutte le sostanze nocive e le tossine dal proprio organismo, per evitare che i reni siano sovraccaricati nel compito di eliminare, filtrando il sangue, le scorie, le quali, depositandosi, provocano la formazione di calcoli; fondamentale per ripristinare i sali minerali persi dopo un affaticamento, altrettanto come coadiuvante nel trattamento finanche delle allergie di stagione. Anche le piante sono fatte di acqua, ne costituisce la linfa; in quanti hanno notato tuttavia che, pur innaffiate regolarmente, non crescono come ci si aspetterebbe? Tutto dipende da che tipo di acqua diamo loro. Infatti per ottenere i massimi benefici da questo preziosissimo elemento, è necessario che sia un’acqua pura e ricca dei minerali essenziali alla salute, con un determinato pH e priva di tutte le scorie nocive che inevitabilmente la inquinano.

Ma quanto può costare l’approvvigionamento di questa risorsa essenziale, pur di essere sicuri di non nuocere a noi stessi e a ciò a cui teniamo? si pensi che la spesa stimata per il consumo di acqua imbottigliata è di circa 400 € al metro cubo. La soluzione ideale è quella di installare un purificatore d’acqua che consenta di avere in casa acqua pura come se sgorgasse direttamente da una sorgente, dunque con le stesse benefiche qualità. Ma non un purificatore qualsiasi, quanto un prodotto che davvero garantisca l’eccellenza e soprattutto che consenta un risparmio (ben 0,4 € al metro cubo) per chi acquista ed il beneficio affatto trascurabile di immettere nell’ecosistema meno plastica.

Oggi l’eccellenza ha un nome: IWM, International Water Machines, azienda leader nel trattamento delle acque potabili. Un’azienda premiata per l’impianto osmosi inversa domestico tecnologicamente più avanzato al mondo, producendo un’acqua dal pH elevato, biologicamente pura, leggera, alcalina e arricchita di tutti i sali minerali necessari al benessere del proprio organismo, dei nostri amici animali e delle nostre piante.Sul sito dell’ azienda si possono trovare molte altre informazioni, altrimenti basta chiamare il numero verde: 800 800 813 per avere a propria disposizione gentilezza, efficienza e celerità, nonché competenza.

La qualità  ed il design delle proposte Leon Louis

Oggi più che mai i giovani sono particolarmente attenti nello scegliere cosa indossare, perché dall’abbigliamento dipende buona parte della prima impressione che gli altri si fanno di noi al primo sguardo. Per questo motivo si tende sempre più ad indossare capi che richiamino in qualche maniera il proprio stile di vita nonché la personalità, così da comunicare a chi ci osserva tratti del nostro modo di fare e di essere semplicemente comunicandolo tramite ciò che si indossa. Ecco il motivo per il quale le nuove generazioni sono sempre più selettive nel decidere quali capi d’abbigliamento acquistare, pur non rinunciando alla qualità di tessuti e lavorazioni. Leon Louis è uno di quei marchi in grado di abbinare stile e design ad una eccezionale qualità generale del prodotto, e riscuote da anni un successo che continua a registrare numeri al rialzo tanto da collocare questo prestigioso marchio in cima alle preferenze di giovani e meno giovani.

Presente sul mercato dal 2010, anno in cui Leon Louis presentò ufficialmente le sue collezioni al mondo, questo prestigioso marchi è oggi un punto di riferimento per giovani e meno giovani, i quali hanno precise idee in fatto di stile e design e accolgono favorevolmente un brand che consenta loro di ottenere esattamente l’impronta stilistica desiderata senza alcun compromesso. Puoi farti un’idea delle creazioni Leon Louis su www.revolutionconceptstore.it, e visionare in dettagli tantissime proposte in fatto di bermuda, pantaloni, giubbini e tanti altri capi selezionati appositamente per offrire una risposta concreta a quanti amano vestire in maniera ricercata e particolare. Ogni articolo è accompagnato da ampia galleria fotografica grazie alla quale è possibile scoprire in anteprima ogni dettaglio, e verificare la qualità della lavorazione. Aggiunta la merce al carrello ed effettuato il pagamento, si riceverà il proprio ordine direttamente a casa entro un paio di giorni lavorativi.

Consigli per la tua casa: cucine Pedrazzini Arreda

Oggi in casa trascorriamo tantissimo tempo all’interno della cucina. A differenza di ciò che avveniva sino a qualche decennio fa, quando questo ambiente era perlopiù destinato alla servitù e serviva unicamente alla preparazione dei pasti, oggi la cucina ha assunto un ruolo decisamente diverso nella considerazione collettiva. Oggi è qui che si ricevono gli ospiti, si fa conversazione e si consumano i pasti, è qui che si sperimentano nuove ricette in presenza degli amici ed è qui che si beve un buon bicchiere di vino. Proprio dal ruolo che questo ambiente domestico ha assunto nel tempo, ed in relazione alla grande importanza che riveste nella società odierna, nasce l’esigenza di fare della cucina un ambiente elegante e raffinato, in cui chi cucina possa sentirsi a proprio agio e soprattutto un luogo in cui sia un piacere invitare gli ospiti, che garantisca comfort in un ambiente moderno ed accogliente.

Le cucine Pedrazzini sono tutto questo e molto di più: eleganza e raffinatezza, unite ad una facilità d’uso che ti consentirà di fare della tua nuova cucina un vero e proprio ambiente polivalente, un ambiente in cui creare piatti nuovi e intrattenere gli ospiti. Pedrazzini Arreda, con sede trova in Via Leone Tolstoi 81 a San Giuliano Milanese, è esclusivista di zona per i marchi Veneta Cucine e Arredo 3, e ti offre tutta la qualità e l’affidabilità di questi prodotti, destinati inevitabilmente a durare nel tempo. Il personale ti seguirà in tutte le fasi del processo d’acquisto, consigliandoti al meglio e risolvendo ogni dubbio legato alla fattibilità o all’effetto di ogni singola soluzione, aiutandoti ad individuare quella perfettamente in grado di incontrare i tuoi desideri e soddisfare le tue esigenze. Visita di persona lo showroom così da verificare di persona la qualità delle cucine Milano proposte, e la grande competenza che da sempre distingue Pedrazzini Arreda nel settore.

Il pharma delivery cresce, e si evolve oltre la pandemia

Se la pandemia ha avuto un effetto booster sull’home delivery, oggi la consegna a domicilio del farmaco è un’abitudine consolidata, a cui pochi consumatori sono disposti a rinunciare. Il servizio di pharma delivery oggi è infatti fondamentale per 9 utenti su 10. Per il 93% è importante che le farmacie siano dotate di un sistema di consegna a domicilio e per il 98% il recapito in giornata dei prodotti è un requisito essenziale per la fidelizzazione con il punto vendita. Sono i dati emersi da un’indagine effettuata a dicembre 2021 da Pharmap, player italiano del settore, per indagare il comportamento dei consumatori iscritti alla piattaforma.

Un trend in continua evoluzione

La rilevazione conferma quindi un trend in continua evoluzione, ed evidenzia alcune novità. La prima riguarda la capacità di Pharmap di incrementare il rapporto di fiducia tra farmacia e utenza: oltre il 60% degli intervistati dichiara di ordinare sempre dalla stessa farmacia, e di questi più della metà (51,9%) è diventato un cliente abituale.  L’azienda, inoltre, gioca un ruolo chiave nel fidelizzare i consumer: il 44% degli utenti intervistati si dichiara, infatti, fedele alla farmacia di riferimento da quando offre il servizio di delivery.

Un servizio divenuto irrinunciabile

L’altro dato che emerge è la crescita dell’utilizzo dell’home delivery farmaceutico da parte delle persone. Il 77,7% dichiara di ricorrervi più spesso in epoca post-pandemica perché si è ormai abituato alla comodità del servizio (47%) o per la possibilità di ricevere a domicilio anche i farmaci con ricetta (32%). Il servizio è anche apprezzato in tutti quei casi in cui, recandosi di persona in farmacia, il prodotto non risulti immediatamente disponibile (situazione che si verifica nel 40% dei casi). Un cliente su 4 si dichiara infatti poco propenso a ritornare sul punto vendita per ritirare il prodotto prenotato e preferirebbe, piuttosto, riceverlo a casa.

Le farmacie si adeguano alle nuove esigenze dei cittadini 

 “Che il servizio di consegna a domicilio del farmaco sia diventato sempre più strategico per le farmacie non lo confermano solo i nostri dati – dichiara ad Askanews Giuseppe Mineo, ceo di Pharmap -. Una recente ricerca di Channel&Retail Lab, l’Osservatorio della Sda Bocconi, ha rilevato che un cliente su due è pronto a cambiare esercizio se la sua farmacia di fiducia non dispone del servizio di home delivery. Le farmacie, che con la pandemia hanno accelerato la loro evoluzione in ‘farmacie dei servizi’, non possono quindi più fare a meno di adeguarsi a questo trend per rispondere alle nuove esigenze di salute dei cittadini”.

Viaggi sul web: poco meno della metà degli utenti si “stufa” dopo una sola pagina

Il settore dei viaggi è uno dei comparti più interessanti sul web, specie per i risvolti commerciali che presenta. Il settore travel gode infatti di un elevato tasso di conversione medio pari al 3,9% a livello globale (1,65% quello relativo all’Italia) e superiore del 70% rispetto a quello registrato per altri comparti (pari al 2,3%), attestandosi come settore strategico su cui investire per migliorare l’esperienza digitale degli utenti. E’ questo solo uno dei dati emersi dal nuovo Travel Digital Experience Benchmark Report di Contentsquare, leader nella digital experience analytics che ha esaminato punti di forza e criticità dei portali travel nell’intento di offrire alle aziende del settore indicazioni utili per l’ottimizzazione della digital experience a supporto della ripartenza del comparto. L’analisi ha preso in esame oltre 2,7 miliardi di sessioni di navigazione Web (di cui 31 milioni in Italia) evidenziando gli aspetti della user experience di cui tener conto per favorire la crescita delle aziende del comparto turismo e hospitality. 

Bounce rate e tempo medio

Un altro elemento strategico per l’analisi della digital experience è rappresentato dal bounce rate dove anche in questo caso il comparto travel gode di un ottimo posizionamento attestandosi al 42% a livello globale (41,2% per l’Italia), secondo solo al settore energetico (38%).
Un aspetto invece meritevole di attenzione è il tempo medio di caricamento delle pagine web che si attesta a 1,65 secondi a livello globale e a 2,17 secondi per i portali italiani. Dato che evidenzia la necessità di analizzare la UX per offrire un’esperienza digitale più gratificante e tale da favorire i processi di acquisto dei clienti.
Un elemento da analizzare attentamente è il tempo medio trascorso sulle pagine web. Dal Travel Digital Experience Benchmark Report di Contentsquare è emerso che a livello globale un utente medio trascorre all’incirca 5 minuti e 15 secondi per sessione, dato in crescita se comparato ai 4 minuti e 49 secondi registrati in media nel 2020.
Questo fattore è un elemento chiave che indica la necessità di realizzare contenuti in grado di coinvolgere l’utente, veloci nei tempi di caricamento e che rispondano efficacemente alle sue richieste.

Il 42% dei clienti perde subito interesse

Eppure il 42% dei clienti del settore viaggi perde interesse dopo aver visualizzato una sola pagina, evidenzia il report.  
“La user experience sta diventando sempre più un elemento differenziante nel favorire la crescita o il fallimento di un brand” ha commentato Marco Ferraris, country manager per l’Italia di Contentsquare. “Possiamo dire che oggi stia realmente plasmando le prospettive future della relazione che si costruisce online tra aziende e pubblico di riferimento, attestandosi sempre più come un terreno che determinerà i leader di mercato. Ancor più in un comparto strategico nel nostro paese come quello del turismo e dell’hospitality che deve essere maggiormente sostenuto a seguito degli effetti della pandemia”. 

Turismo: flussi positivi, ma il vero banco di prova sarà l’autunno

Il turismo è in ripresa, i flussi sono positivi, ma la vera partita si giocherà in autunno. È quanto spiega all’Adnkronos Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti: “Anche nel 2020 abbiamo avuto, nel periodo più buio della pandemia, quasi cinque settimane di overbooking e nel 2021 siamo passati a sei settimane. Quindi le previsioni estive quest’anno sono in grande ripresa e in alcuni casi la domanda supera l’offerta”. Ma, avverte Messina, “la nostra speranza è il mese di settembre, quando ci sarà un vero banco di prova, perché se i flussi turistici dovessero confermarsi, allora vorrà dire che avremo veramente imboccato la strada della ripresa”.

Riscoperto il piacere delle isole

Le isole sembrano essere una delle mete più interessanti. “È qualcosa che avevamo cominciato a notare prima del Covid, nell’estate del 2019 – conferma Messina -. Durante la pandemia, con il turismo di prossimità, gli italiani hanno riscoperto il piacere delle isole e questo è un segnale importantissimo. C’è una ripresa delle presenze in Sardegna e in Sicilia, ma anche nelle isole minori”.
A fare la parte del leone sono anche le isole straniere. “Siamo completamente sold out anche e soprattutto per le mete a lungo raggio – commenta Marco Ferrini, responsabile commerciale booking della rete consulenti Cartorange -. Non si trova più niente in Polinesia francese, Zanzibar o alle Maldive, dove siamo fuori stagione, eppure a luglio e ad agosto sono strapiene, così come le Mauritius e le Seychelles. Per quanto riguarda il Mediterraneo abbiamo le Baleari, Minorca e Maiorca soprattutto, e ci sono isole della Grecia dove non troviamo più nemmeno uno spillo”.

Il trend delle prenotazioni è molto alto

Anche gli operatori del settore sono ottimisti, Guardando ai mesi passati, “marzo, aprile, maggio e giugno hanno raggiunto i livelli pre-Covid, con maggio e giugno che li hanno superati – continua Ferrini -. Il trend delle prenotazioni è molto alto. C’è una voglia di viaggiare che oserei dire quasi irrazionale. Una voglia che si scontra anche con richieste che non sono realizzabili. Richieste, ad esempio, per destinazioni in cui il clima non è l’ideale in questo momento”.

La domanda sta superando l’offerta

In questo scenario, spiega però Ferrini, “c’è però un turismo spezzato a metà: tantissime persone stanno facendo la corsa a prenotare, ma ce e sono molte che prenoteranno sotto data. È tornato il last minute, con richieste a luglio di partenze per luglio e ci aspettiamo lo stesso ad agosto. La sensazione è che il turismo non fosse pronto a questi numeri, è come se si fosse formato un collo di bottiglia, con una domanda che sta superando l’offerta ed è la prima volta nella storia del settore – aggiunge Ferrini -. Per tornare a soddisfare completamente la domanda dovremo aspettare anche tutto il 2024”.

Inflazione: la preoccupazione degli italiani per l’aumento dei prezzi

A maggio 2022 è l’inflazione la principale preoccupazione avvertita dai cittadini a livello internazionale, superando sia i timori per il Covid-19 sia quelli per la guerra. Negli ultimi mesi l’inflazione è infatti cresciuta in modo esponenziale, diventando una delle preoccupazioni maggiormente avvertite dalla popolazione, superando anche i timori per il Covid-19 e per la guerra Russia-Ucraina. L’apprensione per l’aumento dei prezzi registra un aumento per il decimo mese consecutivo, e risulta essere la prima preoccupazione a livello internazionale, condivisa dal 34% dei cittadini che la reputa uno dei principali problemi che interessa il proprio Paese. In Italia, a spaventare la maggior parte dei cittadini però è la disoccupazione.

Preoccupano anche la povertà e la violenza

A rilevarlo è il sondaggio mensile di Ipsos, dal titolo What Worries the World, condotto in collaborazione con il World Economic Forum. L’obiettivo è analizzare l’opinione pubblica sulle più importanti questioni sociali e politiche in 27 Paesi. Dopo l’inflazione, con pochi punti di differenza, si colloca il tema della povertà/disuguaglianza sociale, che preoccupa il 31% degli intervistati. In terza posizione, con una percentuale del 27%, gli intervistati indicano il problema della disoccupazione e della criminalità/violenza. Infine, nella Top 5 delle preoccupazioni a livello internazionale, si posiziona la corruzione finanziaria/politica, con il 24% degli intervistati che si dichiara preoccupato.

Gli italiani temono la disoccupazione

L’inflazione, e il relativo aumento del costo della vita, preoccupa circa un terzo degli italiani (27%). La preoccupazione per l’inflazione è maggiormente avvertita in Argentina (66%), Polonia (60%) e Turchia (55%. Minori timori si registrano in Arabia Saudita (12%), Sud Africa (15%) e Israele (16%). Tra i 27 mercati esaminati, il nostro Paese si colloca in 18a posizione, subito dopo Sud Corea (30%), Colombia (31%) e Francia (32%). Gli italiani mostrano livelli di preoccupazione molto più elevati per la possibilità di perdere il lavoro. Infatti, la disoccupazione è un problema avvertito a livello internazionale dal 27% dei cittadini, ma dal 45% degli italiani, subito dopo Spagna (47%) e Sud Africa (66%).

Aumento dei prezzi, le strategie adottate dai consumatori

Il sondaggio internazionale di Ipsos ha indagato anche le opinioni, le preoccupazioni e le aspettative dei cittadini in merito all’inflazione, rivelando le principali strategie messe in atto dai consumatori per rispondere e contrastare l’aumento dei prezzi. In linea generale, la maggioranza degli italiani si aspetta un aumento dei prezzi nel corso del 2022, soprattutto per quanto riguarda la spesa alimentare e il costo delle utenze, come luce e gas. Per fronteggiare l’aumento del costo della vita, i cambiamenti di comportamenti più comuni degli italiani riguardano la diminuzione della spesa per attività di socializzazione (43%), spendere di meno per le vacanze (37%), e ritardare importanti decisioni d’acquisto (36%). Al contrario, piccole quote di intervistati affermano che chiederebbero un aumento di stipendio al proprio datore di lavoro (5%) o cercherebbero un lavoro maggiormente remunerativo (6%). 

Il digitale migliora la vita, ma gli italiani temono le cyber-minacce 

Per gli italiani il digitale migliora la vita, e le piattaforme web oggi rappresentano una componente irrinunciabile della vita quotidiana dei nostri connazionali. Quanto al grande tema del 5G, la maggioranza degli italiani è favorevole alla sua implementazione. Al contempo, però, aumentano anche le cyber-paure, e 6 italiani su 10 temono per la propria sicurezza informatica. È quanto emerge in sintesi dal secondo Rapporto sul valore della connettività in Italia, focalizzato su Vivere e valutare la digital life, e realizzato dal Censis in collaborazione con Windtre. Il Rapporto è stato presentato alla Camera, discusso e introdotto da Roberto Basso, Director External Affairs and Sustainability Windtre.

Immersi nella digital life e connessi sempre e ovunque

Quanto al diritto alla connessione nella digital life, emerge che gli italiani fanno da soli. Immersi nella digital life, gli utenti ricorrono alla combinazione di infrastrutture fisse e mobili per garantirsi l’accesso sempre, ovunque e comunque. Il 71,5% dei cittadini dotati di una connessione a internet utilizza sia la rete fissa sia la rete mobile, il 17,7% solo la linea mobile, e il 10,8% solo la rete fissa.
Agli operatori di rete sono richieste connessioni veloci, con un’alta qualità e fluidità dei contenuti (51,6%), connessioni affidabili, senza incorrere in interruzioni (41,7%), un servizio di assistenza rapido e facilmente accessibile in caso di guasti o di problemi amministrativi (31,1%).

Aumentano le cyber-paure

Inoltre, il 43,9% degli italiani, e il dato sale al 51,5% tra i laureati e al 55,0% tra i giovani, pagherebbe qualcosa in più pur di avere la connessione con i requisiti indicati. Ma il Rapporto rileva inoltre che le cyber-paure sono ormai al primo posto della vita degli italiani digitale. Il lato oscuro della digital life, sottolinea la ricerca, oggi ha il volto delle cyber-minacce. Il 56,6% degli italiani, e ben il 61,9% dei giovani, riporta Adnkronos, ha paura per la propria sicurezza informatica, ad esempio, quando svolge operazioni bancarie online.

I cyber-attacchi insidiano il diritto alla connessione

Insomma, i cyber-attacchi insidiano il diritto alla connessione, che per gli italiani va tutelato garantendo adeguate protezioni dalle minacce. I ripetuti attacchi informatici a istituzioni, imprese e cittadini fanno presa sul corpo sociale e spaventano più di quanto si tema il libero accesso alla rete da parte dei minori (34,7%), i rischi di dipendenza dal web e le minacce alla salute mentale (23,7%), e gli hater che aggrediscono le persone sul web (22,0%).

Gli ‘autonomi’ pagano più tasse di pensionati e dipendenti

È la Cgia di Mestre a rileggere lo squilibrio del carico fiscale legato all’Irpef: secondo gli ultimi dati Mef disponibili sui redditi relativi al 2018, emerge che mediamente i pensionati pagano un’Irpef netta annua di 3.173 euro, i lavoratori dipendenti di 4.006 euro, e gli imprenditori/lavoratori autonomi di 5.741 euro. In pratica, i lavoratori autonomi pagano mediamente più tasse di pensionati e dipendenti, abitualmente indicati dal dibattito politico-sindacale come i più fedeli al fisco. 
“Si stima che l’evasione fiscale in Italia ammonti a 105 miliardi di euro all’anno e nel dibattito politico-sindacale si ripete ormai come un mantra che l’imposta sul reddito delle persone fisiche sarebbe pagata per quasi il 90% da pensionati e lavoratori dipendenti”, ricorda la Cgia.

Uno squilibrio del carico fiscale legato all’Irpef 

Secondo la Cgia, si tratta di un’affermazione del tutto fuorviante, che riproduce gli effetti di un grave abbaglio statistico/interpretativo. Se, infatti, “è palese che oltre l’82% dell’Irpef, e non il 90%, è versata all’erario da pensionati e lavoratori dipendenti, questo avviene perché queste 2 categoria rappresentano quasi l’89% del totale dei contribuenti Irpef presenti in Italia” si legge ancora nella nota del Centro studi dell’associazione.
Per dimostrare lo squilibrio del carico fiscale legato all’Irpef, la metodologia ‘corretta’ dovrebbe consistere nel calcolare l’importo medio versato da ciascun contribuente facente parte di ognuna delle 3 principali tipologie che pagano l’imposta sulle persone fisiche: autonomi, dipendenti e pensionati.
Quindi, è applicando tale metodica che per la Cgia si ribaltano i risultati.

Flop di Cashback e lotteria degli scontrini

Intanto, si registra il deciso flop di Cashback e lotteria degli scontrini. Se infatti il cashback è stato ‘archiviato’ dal governo Draghi, che a partire dal giugno 2021, ne ha sospeso l’applicazione per manifesta incapacità di perseguire l’obiettivo, anche la lotteria degli scontrini non sembra aver sortito grande interesse tra i contribuenti/consumatori.
“Stando ai dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, se a marzo del 2021 gli scontrini mensili associati alla lotteria avevano sfiorato il picco massimo di 25 mila unità, successivamente c’è stata una costante contrazione; lo scorso autunno il numero mensile è sceso poco sopra le 5 mila unità”, ricorda la Cgia.

Intanto l’evasione prospera

A dover essere utilizzate con i miliardi di informazioni che arrivano in funzione anti evasione, invece, dovrebbero essere le 162 banche dati di cui dispone lo Stato, che però solo in piccola parte riesce a ‘utilizzare’, , riferisce Adnkronos.
“È vero che a breve queste banche dati dovrebbero cominciare a dialogare fra loro, ovvero a essere interoperabili – sottolinea la Cgia -. Tuttavia, se ogni anno il popolo degli evasori sottrae al fisco 105 miliardi di euro, e i nostri 007 riuscivano a recuperarne, nel periodo pre Covid, tra i 18 e i 20, vuol dire che potenzialmente sappiamo vita, morte e miracoli di chi è conosciuto al fisco, mentre brancoliamo nel buio nei confronti di chi non lo è, con il risultato che l’evasione prospera”.

Voli europei, tariffe quasi raddoppiate: +91% rispetto allo scorso anno

L’estate sta per arrivare, e si preannuncia un’ondata di caro-aerei in Italia. Per i voli europei le tariffe sono infatti quasi raddoppiate rispetto allo scorso anno, ma crescono anche i prezzi dei voli intercontinentali e nazionali. Unica buona notizia, a scendere sono i prezzi dei treni. Chi decide di spostarsi in aereo per raggiungere mete europee quest’anno dovrà mettere mano al portafoglio, e pagare tariffe che sono quasi il doppio rispetto al 2021. Nell’ultimo mese le tariffe dei voli europei hanno subito un incremento del +91% rispetto allo stesso periodo del 2021, mentre i voli intercontinentali sono rincarati del +35,7% e il prezzo di quelli nazionali risulta in crescita del 15,2%. Lo afferma il Codacons, che denuncia il fenomeno del caro-aerei in Italia.

I prezzi dei biglietti aerei sono schizzati alle stelle

Insomma, con l’arrivo del caldo e l’aumento degli spostamenti degli italiani, i prezzi dei biglietti aerei sono schizzati alle stelle, spiega l’associazione dei consumatori, che ha rielaborato gli ultimi dati forniti dall’Istat. Si tratta di un aumento generalizzato delle tariffe aeree che risente anche della crescita dei listini dei carburanti e delle conseguenze del caro-bollette, e che si riflette in modo diretto sulle tasche dei consumatori.

Ma i prezzi dei biglietti ferroviari scendono del -9,9%

Ma rincari, avverte il Codacons, si registrano anche sul versante dei trasporti marittimi: nell’ultimo mese le tariffe dei traghetti sono aumentate del +19,4% rispetto allo stesso periodo del 2021. Di contro, si riducono i prezzi dei biglietti ferroviari, che scendono del -9,9% su base annua, come effetto delle minori limitazioni sui treni legate al Covid e del ritorno di offerte e sconti praticati dalle società. Il Codacons, inoltre, ha svolto alcune comparazioni per verificare quanto costi oggi acquistare un volo aereo andata/ritorno per trascorrere qualche giorno all’estero.

Quanto costa un volo andata/ritorno per trascorrere qualche giorno all’estero?

Ipotizzando le date dal 10 al 12 giugno (partenza in mattinata ritorno pomeriggio/sera), per andare a Parigi servono in economy almeno 355 euro partendo da Fiumicino e atterrando allo scalo di Charles de Gaulle, mentre da Milano Malpensa a Lisbona si spende da 364 euro.
Per raggiungere Londra (Heathrow) da Roma Fiumicino occorre spendere almeno 399 euro, prezzo che scende a 271 euro se si è disposti a partire da Linate e atterrare al ritorno a Malpensa. Per Roma-Madrid si parte invece da 240 euro. E per le tratte nazionali, il volo Roma-Milano costa 128 euro (andata e ritorno) contro i 79,80 euro del treno.

Città Intelligente, cresce l’interesse dei comuni italiani

Negli ultimi tre anni, quasi un comune italiano su tre, il 28%, ha avviato almeno un progetto di Smart City. Percentuale che sale al 50% nei comuni con oltre 15mila abitanti. Ma la percentuale è destinata a crescere ancora nel prossimo triennio, con il 33% dei comuni che vuole investire nelle città intelligenti entro il 2024. Anche sulla spinta del PNRR, che prevede oltre 10 miliardi di finanziamenti dedicati all’interno delle diverse missioni. Insomma, da parte dei comuni italiani cresce l’interesse per la Città Intelligente. Lo conferma la ricerca dell’Osservatorio Smart City della School of Management del Politecnico di Milano.

I progetti non sono più semplici sperimentazioni

Metà dei progetti di Smart City in Italia si trova in fase esecutiva: nel 2020 erano solo 1 su 4, segnale di un consolidamento delle soluzioni, che non sono più semplici sperimentazioni. I progetti attivi riguardano in maggioranza la sicurezza e il controllo del territorio (58% di quelli censiti), la smart mobility (57%) e l’illuminazione pubblica (56%). A fronte di questo aumento di interesse, restano però barriere che fanno sì che il potenziale di questa rivoluzione sia colto solo in parte. I principali ostacoli riscontrati nella realizzazione di progetti smart per la città sono la mancanza di competenze, che interessa il 47% dei comuni italiani, e la mancanza di risorse economiche (43%), mentre hanno un peso inferiore le complessità burocratiche (24%), le difficoltà di coordinamento con altri attori (14%), e le resistenze interne al comune (9%).

Grazie al PNRR, più digitalizzazione e infrastrutture sostenibili

La maggioranza delle amministrazioni comunali (69%) è pronta a ricorrere ai fondi del PNRR per la Smart City, investendo soprattutto in interventi di digitalizzazione e innovazione (76%), infrastrutture sostenibili (61%) e transizione ecologica (56%). I fondi di certo non mancano. Secondo la stima dall’Osservatorio, i finanziamenti dedicati alle città intelligenti superano i 10 miliardi di euro. In dettaglio, nella Missione 2 sono previsti interventi per lo sviluppo di un trasporto pubblico locale più sostenibile, il rafforzamento della mobilità ciclistica, il trasporto rapido di massa e le infrastrutture di ricarica elettrica.

Smart Building e Smart Metering

Progetti di Smart City, in particolare di Smart Building, rientrano anche nei fondi stanziati per l’efficienza energetica e la riqualificazione di edifici pubblici, come scuole, sedi giudiziarie e unità abitative pubbliche, in cui tecnologie IoT e di Smart Metering saranno impiegate per ridurre i relativi consumi energetici. La Missione 5 prevede inoltre lo sviluppo di piani urbani integrati, che prevedono progetti di rigenerazione urbana con l’obiettivo di trasformare territori vulnerabili in città smart e sostenibili.

Contratti collettivi, sono 34 quelli in attesa di rinnovo

Tra le varie analisi condotte dall’Istat, l’Istituto nazionale di Statistica, c’è anche quello che riguarda lo stato dell’arte dei contratti collettivi nel nostro Paese. Quello che emerge è un quadro con luci e ombre, con tempi di attesa decisamente lunghi per i rinnovi e preoccupazioni legate all’attuale situazione economica. Sostanzialmente, spiega una nota dell’Istat, l’aumento della spinta inflazionistica nel 2022 “porterebbe a una perdita di potere d’acquisto valutabile in quasi cinque punti percentuali”.

Contratti e dipendenti

Le ultimi rilevazioni si riferiscono al primo trimestre di quest’anno. Alla fine di marzo 2022, i 39 contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica riguardano il 44,6% dei dipendenti – circa 5,5 milioni di persone– e corrispondono al 45,7% del monte retributivo complessivo. Nel corso del primo trimestre 2022 sono stati recepiti cinque contratti. Si tratti di quelli riferiti a scuola privata religiosa, cemento, calce e gesso, edilizia, mobilità – attività ferroviarie e Rai. I contratti che, a fine marzo 2022, sono in attesa di rinnovo salgono a 34 e coinvolgono circa 6,8 milioni di dipendenti, il 55,4% del totale. Si tratta di un numero decisamente importante di contratti ancora in stand-by.

Tempi e retribuzioni

Tra le voci più negative dello scenario analizzato dall’Istat  spicca invece il tempo medio del rinnovo dei contratti, che si è allargato e anche di molto. Come riporta la nota dell’Istituto, il tempo medio di attesa di rinnovo per i lavoratori con contratto scaduto, tra marzo 2021 e marzo 2022, è aumentato da 22,6 a 30,8 mesi, mentre per fortuna diminuisce lievemente per il totale dei dipendenti (da 17,7 a 17,0 mesi). Qualche segnale ottimistico, anche se di lievissima entità, arriva dall’andamento delle retribuzioni, anche se si tratta di una crescita resta contenuta. La retribuzione oraria media nel periodo gennaio-marzo 2022 è dello 0,6% più elevata rispetto allo stesso periodo del 2021. L’indice delle retribuzioni contrattuali orarie a marzo 2022 segna un aumento dello 0,1% rispetto al mese precedente e dello 0,7% rispetto a marzo 2021. In particolare, l’aumento tendenziale è stato dell’1,6% per i dipendenti dell’industria, dello 0,4% per quelli dei servizi privati ed è stato nullo per i lavoratori della pubblica amministrazione. I settori che presentano gli aumenti tendenziali più elevati sono quelli delle farmacie private (+3,9%), dell’edilizia (+3,3%), delle telecomunicazioni (+2,5%) e del legno, carta e stampa (+2,3%). L’incremento è invece nullo per il commercio, i servizi di informazione e comunicazione, il credito e assicurazioni e la pubblica amministrazione.