Facebook, in Italia sono 214mila i profili condivisi con Cambridge Analytica

In Italia i profili di Facebook condivisi in modo improprio con Cambridge Analytica sarebbero più di 214mila, in particolare 214.123. E a livello globale si è arrivati al numero di 87 milioni, ben 37 milioni in più dei 50 milioni di cui si era parlato subito dopo lo scandalo.

I dati aggiornati figurano nel penultimo paragrafo del blogpost pubblicato dal chief technology officer di Facebook, Mike Schroepfer, dove si illustrano i cambiamenti adottati dal social media per proteggere informazioni e dati degli utenti.

“In totale, crediamo che le informazioni di Facebook relative a 87 milioni di persone, prevalentemente negli States, possano essere state impropriamente condivise con Cambridge Analytica”, scrive Schroepfer nel testo.

In Italia 57 persone hanno installato ThisIsYourDigitalLife e hanno coinvolto la loro rete di amicizie

Attraverso un test di personalità, Cambridge Analytica era riuscita ad accedere a informazioni come la città indicata sul profilo degli utenti, o ai contenuti ai quali avevano reagito, riporta QuiFinanza. Circa 320 mila persone sono state pagate tra 2 e 5 dollari per rispondere al quiz, cui si poteva accedere autenticandosi con le credenziali di Facebook. L’app raccoglieva anche altre informazioni, come i like e i dati personali dall’account Facebook, così come quelli degli amici di chi si era sottoposto al test. In Italia le 57 persone che hanno installato ThisIsYourDigitalLife, l’app di Aleksandr Kogan, hanno coinvolto la loro rete di amicizie, arrivando appunto a coinvolgere 214.123 profili.

Zuckerberg: “la responsabilità è mia”

In una conference call con i media Mark Zuckerberg ha ammesso che la società ha commesso un “enorme errore” a non adottare ulteriori misure per proteggere i dati e la privacy dei propri utenti, riferisce Adnkronos. Alla domanda se qualcuno di Facebook fosse stato licenziato in seguito allo scandalo di Cambridge Analytica, Zuckerberg ha detto che la vicenda è una sua responsabilità. “Non ho intenzione di licenziare qualcuno per gli errori che abbiamo commesso qui”.

Per la CE l’accesso ai dati personali e l’uso improprio degli stessi non è accettabile

Per la Commissione Europea, dichiara Christian Wigand, portavoce della CE, “l’accesso ai dati personali e il successivo uso improprio degli stessi appartenenti a utenti Facebook non è accettabile. La commissaria Vera Jourova – continua il portavoce – ha mandato una lettera a Facebook la settimana scorsa, per chiedere ulteriori chiarimenti entro due settimane. Nel frattempo Facebook si è già messa in contatto con noi e dimostrato la volontà di confrontarsi: ora stiamo organizzando contatti ad alto livello nei prossimi giorni”.

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Diesel, il bando inizia dalla Germania

Le auto alimentate a diesel saranno via via messe al band sulle strade d’Europa. Lo stop è partito dalle città tedesche: lo ha deciso, per tutelare la qualità dell’aria, il Tribunale amministrativo federale di Lipsia. Al centro del caso ci sono Duesseldorf e Stoccarda, ma la pronuncia del tribunale apre la strada al divieto anche in altre città. E non solo in Germania, perché è arrivato anche l’annuncio del sindaco di Roma Virginia Raggi: a partire dal 2024, nel centro della Capitale sarà vietato l’uso di automobili diesel.

Il rapporto di Greenpeace

Stando agli ultimi report di Greenpeace, Roma è una delle quattro città italiane (insieme a Milano, Torino e Palermo), più colpite dall’inquinamento da biossido di azoto, che negli ambienti urbani proviene per il 70-80% dai trasporti, e in massima parte proprio dai diesel. In base al report dell’associazione ambientalista, come riporta Adnkronos, 39 monitoraggi sui 40 realizzati nei pressi di altrettante scuole, tra asili ed elementari, hanno rilevato concentrazioni di NO2 superiori ai valori limite per la salute umana, individuati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in 40 microgrammi per metro cubo. La situazione peggiore è quella registrata a Torino e Milano dove i valori hanno superato gli 80 microgrammi per metro cubo, cioè più del doppio rispetto alla soglia sanitaria. Ma a Palermo e Roma la situazione è appena meno grave: con valori compresi tra i 70 e i 60 microgrammi per metro cubo.

In Italia valori pericolosi per la salute

“Quello della Raggi è un annuncio che risponde positivamente alla campagna che Greenpeace sta portando avanti da mesi, rivolta proprio al governo capitolino, oltre che a Milano, Torino e Palermo Abbiamo chiesto un segnale chiaro, una data di scadenza per la tecnologia motoristica più inquinante e nociva per l’ambiente e la salute, che servisse prima di tutto a orientare il mercato. Questo segnale è arrivato e speriamo dissuada fin d’ora i cittadini romani dal comprare ancora auto diesel; così come speriamo misure analoghe vengano presto adottate da tutte le altre città italiane” ha detto Andrea Boraschi, responsabile della campagna Trasporti di Greenpeace Italia.

L’annuncio di Virginia Raggi

Annunciando lo stop delle auto diesel nel centro città dal 2024, la sindaca di Roma Virginia Raggi ha scritto su Facebook: “I cambiamenti climatici stanno modificando le nostre abitudini di vita. Le nostre città rischiano di trovarsi di fronte a sfide inattese. Assistiamo sempre più spesso a fenomeni estremi: siccità per lunghi periodi, come sta avvenendo nel Lazio; precipitazioni che in un giorno possono riversare sul terreno la pioggia di un mese intero; o anche nevicate inusuali a bassa quota come quelle che in questi giorni stanno investendo l’Italia”. “Per questo dobbiamo agire velocemente. Insieme alle altre grandi capitali mondiali – annuncia Raggi – Roma ha deciso di impegnarsi in prima linea e a Città del Messico, durante il Convegno C40, ho annunciato che, a partire dal 2024, nel centro della città di Roma sarà vietato l’uso di automobili diesel”.

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Senza plastica non è una borraccia: ecco Chilly’s Bottle

Punta sulla vendita online e su una campagna advertising sui social network Chilly’s Bottle, la bottiglia di design che consente di mantenere l’acqua ghiacciata per 24 ore lontano dal freezer. Il mini video on air su Facebook dura pochi istanti, mostra una bottiglia celeste con tappo e inserti cromati e finora ha raccolto 1,8 milioni di visualizzazioni. In molti hanno potuto così leggere la promise: “24 hours cold”. È il claim ideale per un’estate davvero torrida in Italia, ma buone prestazioni Chilly’s Bottle le promette anche in inverno, quando sarà utile conservare bevande calde per ben dodici ore.

Il mercato italiano è molto importante per Chilly’s Bottle, invenzione nata a Londra. L’Italia è il paese che consuma più acqua minerale imbottigliata in tutta Europa, per 12 miliardi di litri all’anno (ma il business appare in crescita). Gli italiani non si fidano dell’acquedotto, nonostante un’inchiesta di Report, popolare trasmissione di Rai Tre, abbia in qualche modo sconfessato questo pregiudizio, pubblicando dettagliati risultati di laboratorio sulle acque minerali imbottigliate e indicando i valori di boro, arsenico, nitrati e uranio in esse presenti, per fare qualche esempio. A tale situazione, si aggiunge la raccomandazione di Altroconsumo nell’utilizzo “usa e getta” delle bottiglie in Pet: questo materiale tende ad intaccarsi e, secondo l’ente che tutela i consumatori, non può garantire l’affidabilità nel riutilizzo.

Chilly’s Bottle, tuttavia, in comunicazione sembra non voler spingere troppo sui materiali utilizzati per la costruzione, forse per proteggere il brevetto industriale. I punti di forza elencati dalla casa sono la mancanza di condensazione e sudorazione dei liquidi, il tappo a vite a prova di perdita e la lunga durata dei materiali. Non si insiste molto sulla specifiche tecniche, perché in comunicazione è più importante un racconto per emozioni, e Chilly’s Bottle fa di tutto per essere trendy attraverso uno stile moderno, urbano, che attraverso shooting fotografici appositamente studiati sembra privilegiare la vita sportiva e l’avventura, e in seconda battuta l’aspetto ambientale e salutistico.

Sul profilo Instagram – centrale per le strategie di comunicazione della casa – ci sono foto in cui Chilly’s Bottle viene riempita con acqua di fonti sorgive, ma chi ha a cuore la tematica ambientale probabilmente si doterà di un impianto di depurazione ad osmosi inversa per raggiungere la purezza dell’acqua ed altri rilevanti risultati ambientai, come l’abbattere il consumo di bottiglie in Pet. La vera rivoluzione di Chilly’s Bottle, tuttavia, sta nel rendere individuale, personale e glamour un atto vitale, naturale e semplice come il bere. È un oggetto di design che si può portare sempre con se, in modo da ottenere il fabbisogno giornaliero di acqua minerale. E lo si può fare scegliendo tra uno stile pastello, cromato, meta cromato, o altri definiti “neon” e “tropical”. E nel Regno Unito Chilly’s Bottle è personalizzabile addirittura con le incisioni delle proprie iniziali.

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Tutti pazzi per l’E-bike

Per la bici italiana è un momento d’oro. Soprattutto il nuovo segmento dell’E-bike, la bici elettrica, sta seducendo sempre più i consumatori italiani. L’E-bike ha innovato un prodotto, la bicicletta, che per gli emergenti trend di consumo incentrati sul benessere, la cura dell’ambiente e uno stile di vita “slow”, era già al centro dell’attenzione del consumatore. Presso i negozi specializzati che fioriscono nei comuni italiani piccoli e meno piccoli, compaiono E-bike che seducono per le dimensioni maggiorate di gomme e scocche, ma allo stesso tempo hanno un design che evoca la leggerezza dei materiali impiegati. Nell’uso quotidiano, l’E-bike si apprezza per la sicurezza delle gomme più ampie, anche se il pregio più rilevante risulta essere la trasmissione cardanica, che assiste la pedalata in salita consentendo itinerari più avventurosi, come la collina e la montagna.

Un rapporto sulla mobilità in bicicletta elaborato da Legambiente con VeloLove e GROB+ getta un faro anche sulla maggiore attenzione dei Comuni nei confronti delle piste ciclabili, cresciute del 50% negli ultimi cinque anni. È il segno che quando uno stile di vita sano è incentivato anche dalle istituzioni, le ricadute possono essere positive in molti settori, come nel cicloturismo, che in Italia ogni anno vale circa due miliardi di euro (sempre secondo il rapporto Legambiente). O nella sanità, per la quale esistono risparmi stimati in base all’uso della bici. E anche la compravendita di biciclette e soprattutto E-bike dà soddisfazioni, con l’Italia che si conferma maggior produttore mondiale di questi veicoli (la quota è del 18%).

I dati di Confindustria Anicma scendono nel dettaglio per quanto riguarda l’E-bike. Nel corso del 2016 sono state vendute ben 124.400 E-bike in Italia, per un incremento sul 2015 del 120%. Si tratta di un boom senza precedenti, in un mercato che nel complesso vede un calo di vendita delle bici tradizionali del -2%. I costruttori italiani di E-bike ne stanno approfittando, tanto  che sono state esportate 3.500 E-bike nel 2015 e ben 8.000 nel 2016. Forte incremento anche nel mercato interno, con 16.000 E-bike vendute nel 2015 e oltre 23.000 nel 2016. A sorridere sono i negozi specializzati, in grado di seguire il cliente nella postvendita e nella riparazione meglio di quanto riesce a fare la Grande Distribuzione Organizzata. Un bel segnale in termini di economia diffusa. E, naturalmente, sorridono anche le aziende costruttrici come Wayel Electrobikes, che ha inaugurato a Bologna uno stabilimento zero energy building per la produzione di E-bike. Si punta tutto su Vento, modello indirizzato al pubblico femminile con cambio a 3 rapporti, sella ammortizzata, scocca bicolore (arancio e bianco, oppure arancio e nero) e due tipi di batteria con autonomia fino a 50 o 65 chilometri.

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5 consigli per ravvivare il marketing b2b

Come vendere il prodotto della tua azienda ad altre imprese? È utile usare gli strumenti legati alla comunicazione e alla vendita, con aziende che a loro volta stanno sul mercato e conoscono bene le attività business to consumer? Nel business to business la comunicazione è altrettanto importante. Ci sono però delle differenze, e oggi l’indirizzo generale è quello di servirsi di un marketing più comunicativo che in passato, non ossessionato dal vendere, ma in grado di raccontare il valore di un’azienda e, tramite questo, dei prodotti che essa propone. Ecco dunque cinque scelte che possono ravvivare il marketing business to business di un’azienda di un settore qualsiasi, poiché anche nel business più interstiziale e meno emozionale ci sono aspetti tutti da raccontare.

  • Non concentrarsi troppo sulle offerte o sulla vendita. Un marketing comunicativo deve raccontare storie, aneddoti, contenuti, volti e personaggi che danno valore all’azienda, e non limitarsi a segnalare offerte, promozioni e prezzi convenienti. Sarebbe un vero peccato infarcire i diversi canali social con prezzi civetta e non utilizzarli per raccontare, con un piglio non enfatico e più informale possibile, le piccole grandi storie che rendono unico il lavoro, l’esperienza e di riflesso i prodotti o servizi proposti dall’impresa.
  • Vale la pena risultare onesti. Nel business to business, l’affidabilità è molto. I numeri che adesso sono positivi, l’anno dopo possono virare in negativo. Quello che realmente resta è come la vostra azienda ha reagito a un’avversità. Un marketing comunicativo sa trovare il modo di volgere le criticità in punti di forza con esempi, racconti e best practictes.
  • Le storie da raccontare sono dentro la tua azienda. Le custodiscono i tuoi dipendenti. Ogni ufficio o reparto ha una sua prospettiva su ciò che accade durante una giornata lavorativa. Insomma, gli esempi virtuosi all’interno di un’azienda spesso provengono dall’esperienze degli addetti. Sta poi ai consulenti di digital marketing proporle attraverso i giusti toni, formati e canali, cercando di rimanere onesti.
  • Meglio mettersi nei panni del cliente. Il fulcro della comunicazione non deve essere solo il prodotto o il servizio da vendere. Conta molto il coinvolgimento del cliente, la capacità di risultare interessanti. Anche autorevoli, perché comunicando in modo metodico e sistematico si può diventare una fonte credibile, da consultare costantemente.
  • Abituarsi a percorsi d’acquisto lunghi. Chi decide di acquistare nell’ambito del business to business, lo fa essendo già estremamente informato. La scelta avverrà dunque valutando fattori tecnici, perché alcune decisioni d’acquisto hanno carattere anche decennale. Quindi nervi saldi, lavoro sui contenuti costante e coinvolgimento in narrazioni di valore sempre: le vendite ringrazieranno la vostra strategia di marketing.
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Consigli per la tua casa: cucine Pedrazzini Arreda

Oggi in casa trascorriamo tantissimo tempo all’interno della cucina. A differenza di ciò che avveniva sino a qualche decennio fa, quando questo ambiente era perlopiù destinato alla servitù e serviva unicamente alla preparazione dei pasti, oggi la cucina ha assunto un ruolo decisamente diverso nella considerazione collettiva. Oggi è qui che si ricevono gli ospiti, si fa conversazione e si consumano i pasti, è qui che si sperimentano nuove ricette in presenza degli amici ed è qui che si beve un buon bicchiere di vino. Proprio dal ruolo che questo ambiente domestico ha assunto nel tempo, ed in relazione alla grande importanza che riveste nella società odierna, nasce l’esigenza di fare della cucina un ambiente elegante e raffinato, in cui chi cucina possa sentirsi a proprio agio e soprattutto un luogo in cui sia un piacere invitare gli ospiti, che garantisca comfort in un ambiente moderno ed accogliente.

Le cucine Pedrazzini sono tutto questo e molto di più: eleganza e raffinatezza, unite ad una facilità d’uso che ti consentirà di fare della tua nuova cucina un vero e proprio ambiente polivalente, un ambiente in cui creare piatti nuovi e intrattenere gli ospiti. Pedrazzini Arreda, con sede trova in Via Leone Tolstoi 81 a San Giuliano Milanese, è esclusivista di zona per i marchi Veneta Cucine e Arredo 3, e ti offre tutta la qualità e l’affidabilità di questi prodotti, destinati inevitabilmente a durare nel tempo. Il personale ti seguirà in tutte le fasi del processo d’acquisto, consigliandoti al meglio e risolvendo ogni dubbio legato alla fattibilità o all’effetto di ogni singola soluzione, aiutandoti ad individuare quella perfettamente in grado di incontrare i tuoi desideri e soddisfare le tue esigenze. Visita di persona lo showroom così da verificare di persona la qualità delle cucine Milano proposte, e la grande competenza che da sempre distingue Pedrazzini Arreda nel settore.

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R&T | Qualità e Sicurezza

R&T, azienda di Cambiago in provincia di Milano, da oltre 30 anni si occupa della produzione di serramenti e infissi in alluminio di grande qualità e dal design ricercato. Grazie alla grande esperienza maturata nel settore, unita alla continua ricerca di materiali e tecniche di lavorazione in grado di restituire prodotti sempre più eleganti e resistenti,  questa importante realtà del settore ha oggi raggiunto degli standard di qualità davvero elevati, che la pongono tra le più importanti aziende nell’intero panorama nazionale.

Le soluzioni proposte da R&T sono assolutamente personalizzabili e dunque adatte a risolvere qualsiasi tipologia di necessità individuale, sia per quel che riguarda il privato che l’utenza commerciale, consentendo a ciascuno di poter avere esattamente il prodotto che si desidera per arredare al meglio la propria abitazione o garantire tutta
sicurezza necessaria ai propri locali commerciali. I serramenti blindati realizzati da R&T infatti, garantiscono assoluta protezione da eventuali tentativi di intrusione grazie al sistema di alluminio combinato con acciaio, che conferisce al prodotto finale grande resistenza e costituisce una barriera veramente difficile da infrangere.

R&T è al tempo stesso specializzata nella posa di vetrine per negozi, siano esse di qualsiasi tipo e dimensioni. Grazie all’ausilio di appositi macchinari, tra questi una autogru con ventosa (per la posa di vetrine fino a 500kg) e due piattaforme aeree che possono raggiungere i 9 metri d’altezza, R&T garantisce risultati eccellenti e rapidità di esecuzione. Una importante risorsa dunque, sulla quale poter fare affidamento per completare l’arredamento di casa grazie ad infissi eleganti e moderni, ma anche per garantire alla propria attività commerciale tutta la protezione necessaria da eventuali tentativi di scasso o per la sostituzione della propria vetrina. R&T ha sede a Cambiago (MI) in Viale delle industrie 26. Il recapito telefonico per informazioni o richieste di preventivi è il numero 0295067431.

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