Nel secondo trimestre 2025 gli indicatori di finanza pubblica segnano un miglioramento rispetto al secondo trimestre 2024.
La crescita del potere d’acquisto delle famiglie rallenta, pur confermando la dinamica positiva che perdura dal primo trimestre 2023. Nello stesso arco temporale si assiste al concomitante aumento della propensione al risparmio. La quota di profitto delle società non-finanziare registra una variazione positiva, mentre il tasso di investimento è invariato.
Quanto all’indebitamento netto delle AP in rapporto al Pil è pari al -2,0% rispetto al trimestre precedente, mentre il saldo primario è positivo, con un’incidenza sul Pil del 2,4%, così come il saldo corrente (incidenza sul Pil 3,1%).
Emerge dal Conto delle Amministrazioni pubbliche (AP) nel secondo trimestre 2025 rilasciato da IPSOS.
Profitti e uscite
La quota di profitto delle società non finanziarie, stimata al 43,2%, aumenta del +0,6%, mentre il tasso di investimento delle società non finanziarie, al 22,7%, rimane invariato. Le uscite totali crescono del 2,4% rispetto al corrispondente periodo del 2024 mentre la loro incidenza sul Pil (49,5%) rimane stabile in termini tendenziali. Nei primi due trimestri 2025 l’incidenza è stimata al 49,8%.
Le uscite correnti e in conto capitale registrano un incremento, rispettivamente del 2,3% e del 3,2%. In termini tendenziali le entrate totali aumentano del 6,6% e la loro incidenza sul Pil è del 47,6%, +1,9% rispetto al corrispondente periodo del 2024.Nei primi due trimestri dell’anno, l’incidenza delle entrate totali sul Pil è del 44,8%, +1,5% rispetto al corrispondente periodo del 2024.
Incidenza delle entrate sul Pil
Rispetto al corrispondente trimestre dell’anno precedente, le entrate correnti e le entrate in conto capitale nel secondo trimestre 2025 segnano un incremento rispettivamente del 6,1% e del 110,7%.
Complessivamente, nei primi due trimestri 2025 le AP hanno registrato un indebitamento netto pari al -5,0% del Pil, in miglioramento rispetto al -5,9% del corrispondente periodo 2024. Nei primi sei mesi del 2025, in termini di incidenza sul Pil, il saldo primario è stimato negativo e pari al -0,9% (-2,0% nello stesso periodo del 2024) mentre il saldo corrente si attesta su un valore nullo (-0,9% nel corrispondente periodo del 2024). Nello stesso periodo, la pressione fiscale è pari al 39,9% del Pil, +1,0% rispetto al primo semestre 2024.
Reddito, consumi, aumento dei prezzi
Nel secondo trimestre 2025 il reddito disponibile lordo delle famiglie aumenta del +0,8% rispetto al trimestre precedente. A fronte di un aumento dei prezzi del +0,5%, il potere d’acquisto aumenta del +0,3%.
La propensione al risparmio delle famiglie è stimata al 9,5% (+0,3% rispetto al trimestre precedente). Tale aumento deriva da una crescita della spesa per consumi finali più contenuta rispetto a quella registrata per il reddito disponibile lordo, rispettivamente(+0,5% e +0,8% in termini nominali.
Il tasso di investimento delle famiglie nel secondo trimestre del 2025 è stimato all’8,8%, + 0,1% rispetto al trimestre precedente, a fronte di una crescita della spesa per investimenti fissi lordi del 2,0% e dell’aumento del reddito lordo disponibile.