Marketing: sono davvero i bambini a decidere gli acquisti della famiglia? 

I bambini sono oggi gli opinion leader delle scelte familiari, e non solo in Italia. I piccoli, infatti, sembrano indirizzare i consumi e non solo per ciò che li riguarda da vicino. I bambini non si limitano più a chiedere giochi o dolci al supermercato, ma influenzano anche decisioni più complesse, come la scelta di un viaggio, un dispositivo tecnologico o l’arredamento di casa.

Lo rivela l’ultima edizione dell’osservatorio “Parents” curato da Eumetra, che ha coinvolto oltre 1.800 famiglie italiane con figli fino a 11 anni, e ha messo a confronto i dati con quelli di Regno Unito e Germania.

Le famiglie italiane si stanno trasformando in nuclei sempre più partecipativi

Secondo lo studio, in Italia i bambini sono attivamente coinvolti nelle decisioni d’acquisto in quasi tutte le categorie merceologiche considerate. Il fenomeno, noto come pester power, si manifesta non solo nelle richieste dirette, ma anche attraverso una presenza emotiva che guida i genitori verso scelte condivise e pensate per il benessere dell’intera famiglia.

Come sottolinea Matteo Lucchi, CEO di Eumetra, “le famiglie italiane si stanno trasformando in nuclei sempre più partecipativi. I figli non sono più spettatori, ma attori nelle scelte quotidiane”. Non solo giochi e tempo libero, dunque: i piccoli influenzano anche cosa si mangia, quale tecnologia entra in casa e dove si va in vacanza.

Quali sono gli altri modelli europei 

In Germania, l’influenza dei bambini è più strutturata e razionale. I piccoli tedeschi hanno un ruolo centrale nelle decisioni pratiche come la spesa alimentare (63%) o le scelte tecnologiche (45%). Un coinvolgimento che riflette un modello educativo orientato all’autonomia e alla responsabilità fin dalla tenera età.

Nel Regno Unito, invece, i figli pesano soprattutto su scelte legate al gioco (75%) e alle attività ricreative (68%), con un’influenza più episodica e legata al tempo libero.

Le indicazioni utili per i brand 

Per i brand che operano nel mondo dei consumi familiari, questi dati sono un segnale chiaro: i bambini sono sempre più protagonisti. In Italia, dove il fattore emotivo è centrale, il fatto di coinvolgerli nei messaggi pubblicitari attraverso storie, influencer, video e social può fare la differenza.

Ma attenzione: la comunicazione deve essere autentica, rispettosa e coerente con il ruolo educativo degli adulti. Insomma, il potere decisionale dei più piccoli è un elemento chiave per chi parla alle famiglie. Un trend ormai strutturale, che richiede nuove strategie e massima consapevolezza.