La crisi nel bicchiere: calano consumo ed esportazione di vini

Gli effetti della crisi economica si fanno sentire anche nel settore vinicolo italiano. Nei primi otto mesi di quest’anno, le quantità di vini fermi e frizzanti italiani acquistati nei principali mercati internazionali, che rappresentano oltre il 60% delle importazioni di vino a livello globale, sono diminuite dell’8%. Anche gli spumanti, che avevano registrato una crescita costante nell’ultimo decennio, hanno subito una contrazione del 9%.

Un trend generalizzato

Queste variazioni riflettono il trend generale del mercato, con pochi paesi esportatori che riescono a sfuggire al calo delle vendite. Addirittura, il primo mercato di sbocco per il vino italiano in termini di valore, gli Stati Uniti, ha ridotto le importazioni dall’Italia del 13%.

Negli Stati Uniti, la riduzione della spesa media dei consumatori ha colpito tutti i principali esportatori di vino, ad eccezione della Nuova Zelanda con il suo Sauvignon Blanc, che ha registrato una crescita delle esportazioni del 20% nei primi otto mesi dell’anno. Nel mercato nazionale, le vendite di vino al dettaglio hanno subito una contrazione di oltre il 2% nei primi nove mesi dell’anno, con una diminuzione ancora maggiore nel caso dei vini fermi nei supermercati.

Gli italiani pensano di… bere meno

Un’analisi delle previsioni di consumo dei consumatori italiani per i prossimi sei mesi indica che il 16% dei consumatori prevede di ridurre gli acquisti di vino per risparmiare sulla spesa in generale, mentre il 60% degli italiani non prevede cambiamenti nei propri acquisti.

Le piccole imprese vinicole sono le più colpite da questa situazione, a causa dei pesanti indebitamenti e delle ridotte capacità finanziarie, rese ancora più difficili dalla stretta sui tassi di interesse. Le aziende con un fatturato fino a 10 milioni di euro devono sostenere oneri finanziari significativi in proporzione al loro Ebitda.

L’indagine Wine Monitor e la buona notizia sul regolamento europeo

L’indagine di Wine Monitor sulle imprese vinicole italiane ha rivelato che la pianificazione strategica, l’ottimizzazione dei processi produttivi e l’internazionalizzazione sono priorità per affrontare le sfide attuali. In risposta a questa situazione, Nomisma ha lanciato Wine Monitor Consulting, un servizio di supporto alle imprese vinicole italiane per aiutarle a pianificare e attuare strategie di crescita.

Tuttavia, c’è anche una nota positiva. SI tratta della chiusura dei negoziati sul nuovo regolamento europeo in materia di indicazioni geografiche, Dop e Igp. Questo nuovo regolamento offre maggiore protezione ai vini italiani a indicazione geografica sul mercato europeo e previene le imitazioni dannose per le denominazioni italiane. In altre parole, le richieste di registrazione di menzioni tradizionali che potrebbero essere confuse con Dop o Igp non saranno più accettate.

Italia, il commercio digitale “vola” nel terzo trimestre

A poche settimane dall’approssimarsi della stagione dello shopping natalizio, il terzo trimestre dell’anno registra un ulteriore exploit dell’e-commerce. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il commercio digitale ha segnato un ulteriore incremento del 17%.
I consumatori del Belpaese confermano così il loro interesse per questa modalità di acquisto, tanto che il traffico online è aumentato del del 7%. I dati, emersi dall’ultimo Shopping Index di Salesforce,, dimostrando la propensione dei clienti italiani a utilizzare sia piattaforme digitali sia negozi fisici per soddisfare le proprie esigenze di acquisto.

L’Europa e i cambiamenti nel commercio digitale

A livello europeo, l’analisi del trimestre ha evidenziato una crescita del 9% nel commercio digitale, con un incremento del 2% nelle unità per transazione. Tuttavia, il volume complessivo degli ordini è diminuito del 3%, principalmente a causa dell’aumento dei prezzi, con un incremento medio dell’11% nei costi di vendita.
Continua a crescere, invece, l’utilizzo del mobile per tutte le fasi e le esperienze legate ai processi di acquisto online. A livello globale, lo share degli ordini provenienti da mobile ha raggiunto la quota del 65%. E il valore è destinato ad aumentare ancora.

L’intelligenza artificiale nell’e-commerce 

Uno dei trend più significativi è l’importanza crescente dell’intelligenza artificiale nell’esperienza di acquisto online. I dati raccolti indicano che l’AI influenzerà gli acquisti online globali per un valore stimato di 194 miliardi di dollari durante le festività natalizie.
Oltre il 17% dei consumatori ha già utilizzato tecnologie di intelligenza artificiale generativa per cercare ispirazione per gli acquisti, mentre il 10% prevede di utilizzarle per compilare la propria lista dei regali.
Nel terzo trimestre, il numero di ordini in cui i consumatori hanno seguito raccomandazioni di acquisto generate dall’intelligenza artificiale è aumentato del 6% su base annua a livello globale.

L’Italia mostra dinamismo e resilienza

“Questi dati indicano chiaramente una tendenza significativa nel comportamento dei consumatori italiani”, ha commentato Maurizio Capobianco, Area Vice President di Salesforce. “L’Italia sta dimostrando un notevole dinamismo nel settore del commercio digitale, una conferma della resilienza dei consumatori italiani nonostante i cambiamenti economici globali”.

Le ultime rilevazioni confermano dunque un incremento significativo del commercio digitale in Italia e il crescente ruolo dell’intelligenza artificiale nell’orientare le scelte di acquisto dei consumatori a livello globale, con implicazioni importanti per il settore dell’e-commerce e le festività natalizie in arrivo.

Cresce il tasso di occupazione fra i giovani diplomati e laureati

Il mondo del lavoro italiano è più aperto nei confronti dei giovani. Stando alle ultime statistiche, infatti, nel 2022 gli under 35 con un titolo di studio superiore hanno avute molte di più chance di trovare un impiego. Il tasso di occupazione è stato del 56,5% per coloro in possesso di un diploma e addirittura del 74,6% per i laureati. Questi dati rappresentano un incremento rispettivamente del 6,6% e del 7,1% rispetto all’anno precedente.
È importante notare che il tasso di occupazione dei laureati ha superato di 4 punti il livello registrato prima della crisi economica del 2008. Tuttavia, rimangono notevoli differenze rispetto agli altri paesi europei.

Geografia e condizione socio cultuale fanno la differenza

Secondo un rapporto dell’Istat, nel Mezzogiorno d’Italia, i laureati tra i 30 e i 34 anni hanno un tasso di occupazione che è inferiore di 20 punti percentuali rispetto alle regioni del Nord (69,9% contro 89,2%). Questa disparità è significativa e riflette le sfide economiche regionali presenti nel paese.

Un altro dato interessante è legato al livello di istruzione della famiglia di origine. Quando i genitori hanno un basso livello di istruzione, un giovane su quattro abbandona gli studi in modo precoce e solo uno su dieci raggiunge il titolo terziario. Al contrario, quando almeno un genitore è laureato, queste percentuali si riducono notevolmente, con meno di tre su 100 giovani che abbandonano gli studi precocemente e circa sette su 10 che raggiungono un titolo terziario.

Italiani studiosi? Meno dei tedeschi e dei francesi

In Italia, nel 2022, il 63,0% della popolazione tra i 25 e i 64 anni aveva almeno un titolo di studio secondario superiore, una percentuale simile a quella della Spagna (64,2%), ma significativamente inferiore a quella di paesi come la Germania (83,2%), la Francia (83,3%) e la media dell’UE27 (79,5%). Anche la percentuale di coloro che hanno conseguito un titolo di studio terziario (20,3%) è più bassa rispetto alla media europea (34,3%) e rappresenta solo la metà di quella registrata in Francia e Spagna (41,6% e 41,1% rispettivamente).

Istruzione fondamentale per trovare lavoro

Nel 2022, il tasso di occupazione dei laureati è stato del 83,4%, superiore di 11 punti percentuali rispetto ai diplomati (72,3%) e di 30 punti percentuali rispetto a coloro che hanno conseguito al massimo un titolo secondario inferiore (53,3%). Inoltre, il tasso di disoccupazione tra i laureati è stato solo del 3,9%, inferiore rispettivamente di 2,6 e 7,0 punti percentuali rispetto ai diplomati e ai titolari di istruzione secondaria inferiore. Questi dati confermano l’importanza dell’istruzione nell’aumentare le probabilità di trovare un lavoro.

Tuttavia, nonostante questi progressi, le opportunità di lavoro in Italia rimangono inferiori rispetto alla media europea, anche per i laureati. Il tasso di occupazione nell’UE27 è superiore di quattro punti rispetto all’Italia, una differenza analoga a quella osservata per coloro con titoli di istruzione medio-bassi. 

Oltre 8 medici su 10 sono stanchi di lavorare nel Ssn 

Lo conferma l’indagine Univadis Medscape Italia: per il 57% dei medici italiani il carico di lavoro negli ospedali è aumentato, ma solo nel 27% dei casi è stato assunto nuovo personale. Tanto che se nel 2020 l’ostacolo principale per i camici bianchi era la burocrazia nel 2022 è la mancanza di personale (35%). Di fatto, per oltre 8 medici su 10 lavorare nel Servizio sanitario nazionale è sempre più difficile, e l’89% di loro ritiene di non essere pagato abbastanza. Lo scenario è quindi quello di un’insoddisfazione per la propria situazione economica. Per quanto apprezzino ancora il loro lavoro solo il 60% dei medici sceglierebbe nuovamente questa professione.

Il divario salariale tra chi lavora in ospedale e in ambulatorio

“I medici italiani guadagnano in media 60.000 euro l’anno, ma esiste una grande differenza tra gli ospedalieri e chi opera soprattutto in ambulatorio, inclusi i medici di medicina generale – spiega Daniela Ovadia, direttrice di Univadis Medscape Italia e autrice del report -. Se per i primi si arriva in media a 56.000 euro l’anno, chi riceve pazienti in ambulatorio ne guadagna fino a 79.000, ben 23.000 euro in più. Le donne poi sono una categoria che viene ulteriormente penalizzata: in media guadagnano circa 20.000 euro all’anno in meno dei colleghi uomini, con l’aggravante di pagare spesso anche il conto più salato in termini di equilibrio tra vita privata e professionale”.

Tra carenza di personale e aumento delle aggressioni

“La pandemia da Covid-19 ha portato a vari cambiamenti negli orari e nei salari, ma non è più la principale fonte di problemi all’interno degli ospedali. Le cause sono più strutturali e organizzative: c’è carenza di personale, bassa sicurezza per i medici, aumento delle aggressioni, diminuzione dei benefici, mentre gli stipendi restano sempre uguali. La conseguenza è che sempre più medici, soprattutto i più giovani, sono spinti ad andare a lavorare all’estero – aggiunge Ovadia -. Oppure, per ovviare alle difficoltà, si guarda alla sanità privata, un settore che attira sempre maggiore attenzione (32%)”.

Resta centrale la relazione con il paziente

A compensare almeno in parte il sentiment negativo rimane l’importanza della relazione con i pazienti, che per il 31% del campione resta uno degli aspetti più gratificanti del proprio lavoro. Altri motivi di soddisfazione personale sono la consapevolezza della propria bravura (26%), l’aver contribuito a rendere il mondo un posto migliore (12%) e l’orgoglio di essere medico (9%).
Rispetto all’indagine del 2020, un altro aspetto degno di nota è quello relativo alla telemedicina. Nel precedente report, riporta Adnkronos, si registrava scetticismo rispetto all’utilizzo dei nuovi strumenti digitali nell’ambito della salute, mentre adesso risulta in netta crescita chi utilizza strumenti di telemedicina (36%) e ne è soddisfatto (71%). Tanto che il 20% prevede di estendere la telemedicina alla teleconsultazione.

Qual è l’importo minimo dell’Assegno Unico senza presentare l’ISEE?

L’Assegno Universale Unico (AUU) è il supporto economico fornito dall’INPS a tutte le famiglie con figli a carico, e rappresenta un contributo che riunisce e sostituisce i bonus di maternità INPS e i bonus regionali precedentemente esistenti. Ma se per presentare la richiesta è necessario fornire in anticipo l’ISEE, è comunque possibile richiedere l’Assegno Unico 2023 anche in assenza di ISEE. In tal caso l’importo sarà quello minimo, ovvero 50 euro mensili per ogni figlio minore a carico presente all’interno del nucleo familiare.

Se l’ISEE inferiore è a 15.000 euro agevolazione più alta per ogni figlio

L’assegno unico per i figli, in quanto di portata universale, è quindi riconosciuto persino a coloro che non dispongono di una dichiarazione ISEE o che scelgono di non presentarla: in questo caso avranno sempre diritto all’Assegno, ma sarà dell’importo minimo, come se si avesse un ISEE superiore a 40.000 euro. Viceversa, chi ha un ISEE inferiore a 15.000 euro avrà diritto alla agevolazione più alta per ciascun figlio. Alcuni mesi fa, però, il Ministro della Famiglia e delle Pari Opportunità ha dichiarato durante la presentazione della legge di Bilancio l’intenzione di rivedere il ‘fattore ISEE’ per determinare gli importi degli assegni unici e universali, legandoli al nuovo quoziente familiare.

Le novità introdotte a gennaio

La legge di bilancio approvata nello scorso dicembre 2022, in vigore dal 1° gennaio 2023, ha introdotto alcune novità per l’Assegno Unico e Universale. Anzitutto, un aumento del 50% dell’assegno unico per le famiglie con figli di meno di un anno, un aumento del 50% dell’assegno unico per i figli con un’età compresa tra 1 e 3 anni, per nuclei familiari con almeno 3 figli e con ISEE fino a 40.000 euro. Inoltre, un aumento del 50% dell’assegno per le famiglie con 4 o più figli. La legge ha inoltre confermato gli aumenti già stati previsti nel 2022 per i figli disabili sopra i 18 anni senza che vi sia limite d’età.

Non occorre modificare la domanda già presentata per aggiornare il proprio ISEE

In ogni caso, il processo di invio telematico AUU 2023 è attivo dal 1 marzo. L’assegno sarà versato direttamente sul conto corrente intestato al richiedente, come indicato durante la domanda. Il contributo viene elargito mensilmente e verrà accreditato entro 30 giorni dalla presentazione della domanda, seguito da un versamento mensile regolare. Nel caso di ritardi nel pagamento, eventuali somme arretrate saranno pagate in un’unica soluzione durante la prima mensilità disponibile.
Ma è necessario modificare la domanda di Assegno Unico già presentata per aggiornare il proprio ISEE? La risposta è negativa. È sufficiente compilare un modulo sul sito dell’INPS, o recarsi presso le sedi territoriali dell’INPS o un CAF convenzionato con l’INPS per ricevere assistenza gratuita.

La Generazione Z tra mito e realtà

Descritta come più attenta a sostenibilità ambientale, inclusione e diversità, ma soprattutto immersa fin dalla nascita nel digitale, la GenZ è veramente così diversa dalle precedenti? Secondo lo studio Ipsos Global Trends, in Italia i giovanissimi preoccupati per un imminente disastro ambientale sono il 75%, percentuale inferiore rispetto alla media nazionale. Inoltre, non prestano particolare attenzione allo spreco d’acqua, al consumo di energia o di carne, e neanche alla raccolta differenziata. E se la GenZ viene descritta come ossessionata dal comportamento etico di marca, pronta a boicottare un’azienda che non rispetta i requisiti di sostenibilità ambientale e sociale, dal punto di vista delle scelte di consumo è la prima consumatrice di fast fashion, nota per il grave impatto ambientale.

Valori: tra sfiducia e voglia di reagire

Insomma, la GenZ è un agglomerato eterogeneo, in cui le tracce utopiche si accompagnano alla voglia di protagonismo e individualismo. Nati a cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio, dal punto di vista valoriale i ragazzi della GenZ mostrano un approccio sicuramente più globale, aperto e inclusivo. Presentano una maggiore apertura verso i diritti civili, dichiarando un forte sostegno al matrimonio tra persone dello stesso sesso e all’adozione per le coppie omogenitoriali. Sono anche più inclini a esplorare e adottare una visione più aperta della sessualità e del genere. Infatti, secondo l’indagine globale Ipsos LGBT+ Pride 2023, rispetto ad altre fasce di età sono più propensi a dichiararsi LGBT+ (+18% vs 9%), in particolare, bisessuali o gender-fluid.

Completamente immersi nella tecnologia

Ma una cosa è certa: la GenZ è la prima a essere cresciuta completamente immersa nelle tecnologie digitali. Si tiene al passo con ciò che accade nel mondo soprattutto tramite passaparola, messaggistica, e social. Tuttavia, non rifiuta categoricamente l’informazione, ma sembra maggiormente interessata alle cosiddette ‘soft news’ (intrattenimento, celebrity, formazione, cultura, arte). In generale la dieta mediatica dei GenZ è varia e multimediale, usano mediamente 5-6 mezzi/piattaforme, e secondo il centro di Audience e Media Measurement di Ipsos, i contenuti più graditi sui social sono quelli amatoriali creati da amici (42%) o creator (37%). Non importa che siano prodotti professionalmente, ma che siano autentici e dall’elevato valore di intrattenimento.

Lavoro: tra certezze ed equilibrio esistenziale

Secondo l’indagine elaborata dall’Area Studi Legacoop e Ipsos, la GenZ si distingue poi per un approccio al mondo del lavoro definito da motivazioni valoriali e valutazioni pragmatiche.
Nella scala dei valori considerati più importanti, il lavoro è al sesto posto, preceduto da famiglia, amicizia, amore, ma anche divertimento e cultura. Se il trattamento economico è al primo posto (44% GenZ vs 43% campione totale), per la GenZ al secondo posto vengono disponibilità di tempo libero e flessibilità dell’orario, seguita dall’autonomia. Solo al quarto stabilità del lavoro (25% GenZ vs 42%).
In sostanza, i giovanissimi cercano un equilibrio tra lavoro e vita privata, e sono inclini a cercare opzioni di lavoro flessibili per adattarsi alle loro esigenze e priorità personali.

Addio ferie d’agosto: con lo smartworking cambiano le vacanze

Un’abitudine che risale ai tempi dei Romani, mantenuta viva fino a oggi e alimentata dal fatto che le ferie scolastiche in Italia sono quasi tutte concentrate in estate, soprattutto ad agosto. Ma qualcosa sta cambiando. Come tutto ciò che riguarda il mondo del lavoro, anche le vacanze sono entrate nel vortice del cambiamento. Da policy aziendali che sperimentano lo smartworking ad aziende che sperimentano ‘ferie libere’, un modello che dà ai propri dipendenti massima flessibilità, anche in Italia ci si sta interrogando su alcuni assunti da sempre considerati caposaldo delle vacanze. Come quello secondo il quale la parola ‘ferie’ deve essere accompagnata da ‘agosto’.

Mai più code infinite in autostrada 

“La concezione delle ferie cambia, come cambia il mondo del lavoro – commenta Pietro Novelli, general manager di Oliver James Italia -. L’introduzione dello smartworking sta modificando le abitudini dei lavoratori italiani a partire dalle due canoniche settimane centrali di agosto. La possibilità di lavorare da luoghi diversi dall’ufficio permette di ri-organizzarsi, potendo unire smartworking e weekend lunghi, suddividendo le vacanze in più momenti dell’anno – continua Novelli -. Si assiste sempre meno all’esodo estivo e alle code infinite in autostrada: le persone possono concedersi fine settimana fuori casa lavorando da remoto anche il lunedì e il venerdì, evitando così imbottigliamenti e rientri notturni la domenica sera”.

Italia al quarto posto fra i paesi europei con più ferie pagate

Insomma, “I dipendenti hanno l’opportunità, come policy, di lavorare da remoto tutto agosto, sia per via della chiusura aziendale sia grazie a politiche di full remote working per il periodo estivo”, aggiunge Novelli. In ogni caso, con 22 giorni l’anno di ferie più 10 festività nazionali, l’Italia si posiziona al quarto posto nella classifica europea dei paesi con più ferie pagate all’anno. Sopra, Austria (con 35 giorni), Portogallo (22 giorni più 13 festività nazionali) e Spagna (22 giorni e 12 festività nazionali). Fanalino di coda, il Regno Unito, che con soli 20 giorni l’anno di ferie e 8 festività chiude la classifica.

Il futuro è dell’out of office

Ma basta andare oltreoceano per vedere tutto un altro mondo: in USA, ad esempio, non sono garantiti i giorni di ferie pagati dal datore di lavoro, ma solo le festività nazionali. Molte aziende garantiscono lo stesso le ferie, che però, si aggirano tra 10 e 14 giorni all’anno.
“Un quadro ben diverso da quello europeo – racconta Novelli – Eppure, è proprio dagli Stati Uniti che stanno nascendo nuove tendenze in fatto di ferie e lavoro”.
Le big tech americane, come Adobe, Salesforce, LinkedIn, Oracle, Netflix e ora anche Microsoft, stanno dando vita a un nuovo modello: quello delle ‘ferie libere’. Nella mail che Microsoft ha inviato ai propri dipendenti statunitensi si parla di ‘Discretionary Time Off’, ovvero Tempo libero discrezionale. Insomma, riporta Adnkronos, forse è troppo presto per decretare la fine delle ferie d’agosto, ma sicuramente un nuovo modello sta emergendo.

Life Science: terapie digitali e innovazione trasformano il settore

Nel medio-lungo termine telemedicina, sensori, robotica chirurgica, Intelligenza artificiale e terapie digitali (DTx) permetteranno di imprimere un cambiamento significativo al settore Life Science.
Tra i principali ambiti d’innovazione abilitati dalle tecnologie digitali, le DTx già oggi stanno contribuendo a trasformare in maniera rilevante il settore Life Science. Si tratta di soluzioni validate clinicamente per integrare o sostituire le terapie tradizionali, perché capaci di migliorare il percorso del paziente e rendere più efficaci i trattamenti, tanto che 7 pazienti su 10 sarebbero propensi a utilizzarle per il trattamento della propria patologia. A quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Life Science Innovation della School of Management del Politecnico di Milano, un terzo delle aziende Life Science italiane sta già investendo in questo ambito. Ma 9 aziende su 10 considerano l’assenza di rimborsabilità da parte del SSN l’ostacolo principale alla sostenibilità finanziaria delle DTx in Italia.

Dalla psichiatria all’endocrinologia alla reumatologia

L’Osservatorio ha censito 62 terapie digitali attualmente in commercio a livello internazionale, utilizzabili per il trattamento di varie patologie.
Il 47% delle soluzioni analizzate si riferisce all’area psichiatrica, principalmente per la gestione di ansia e dipendenze. Non mancano però applicazioni nel campo dell’endocrinologia (11%), rivolte a pazienti affetti da obesità o diabete, e della reumatologia (10%) per il trattamento del dolore cronico.
Quanto ai modelli di business delle attuali DTx in commercio, quello maggiormente diffuso è di tipo B2B. Tale modello prevede il rimborso della DTx da parte di assicurazioni previa prescrizione medica. La modalità di erogazione più diffusa (oltre una su due) è quella cosiddetta stand-alone, che prevede l’utilizzo della DTx in modo indipendente.
Una terapia digitale su quattro è invece associata a un trattamento farmacologico, solitamente con l’obiettivo di ottimizzarlo aumentandone efficacia e aderenza (circa 25%).

L’impatto delle tecnologie immersive sul settore sanitario

Un altro ambito di innovazione che avrà un impatto rilevante sul settore Life Science è quello delle tecnologie immersive. La realtà estesa, che comprende realtà aumentata, mista e virtuale, sta infatti producendo un impatto rilevante anche sul settore sanitario, suscitando curiosità e interesse nei pazienti.  Il 49% dei pazienti sarebbe interessato a utilizzare applicazioni di realtà virtuale o aumentata per il miglioramento del proprio stato di salute o per il trattamento della propria patologia. 

L’impiego della robotica oltre la sala operatoria

La robotica chirurgica rappresenta un ambito di innovazione che produce un impatto sul settore già da diverso tempo. La robotica chirurgica permette di eseguire interventi precisi e minimamente invasivi, migliorando i risultati clinici e favorendo la ripresa post-operatoria del paziente e riducendo i tempi di riabilitazione.
Secondo l’80% delle aziende del settore Life Science e il 68% dei professionisti sanitari, si diffonderanno nel lungo periodo (5-10 anni) anche la robotica assistiva, che supporta le persone con disabilità o limitazioni fisiche, e quella riabilitativa, in cui i robot vengono impiegati come elementi essenziali della terapia.

L’uso clinico della medicina in silico

Secondo le aziende del settore Life Science anche la medicina in silico avrà un impatto molto rilevante, ma si prevede che possa diffondersi nel medio-lungo periodo (oltre 3 anni).
L’ambito della medicina in silico fa riferimento a tecnologie e modelli matematici per l’uso clinico. Ad esempio, si parla di digital twin quando queste tecnologie sono utilizzate per supportare decisioni mediche, come diagnosi o trattamenti, per un singolo paziente, portando a una maggiore personalizzazione e riducendo la necessità di effettuare esami invasivi.

Mini piscina con idromassaggio in attico

Un attico è proprio il posto ideale in cui creare un’oasi di relax che sia sempre a tua disposizione: pensa alla comodità di avere una mini piscina idromassaggio pronta a coccolarti in ogni momento, non sarebbe fantastico?

Queste mini piscine da esterno sono progettate infatti per adattarsi anche ad aree ristrette come quelle degli attici, offrendo ugualmente un’esperienza pari a quella di una SPA.

Tra l’altro, come vedremo a breve, gli optional a disposizione consentono di ottenere un benessere anche maggiore ed un impatto visivo in grado di trasmettere lusso, motivo per il quale questa soluzione è sempre più apprezzata e ricercata.

Cosa sono le mini-piscine idromassaggio e quali vantaggi offrono?

Le mini piscine idromassaggio sono piccole vasche che includono anche un sistema di idromassaggio integrato. Questi sistemi di idromassaggio utilizzano getti d’aria e acqua per massaggiare il corpo, migliorando la circolazione sanguigna e riducendo lo stress.

Esse sono progettate per essere installate anche su terrazze o comunque aree in cui gli spazi sono limitati, come appunto capita di solito in un attico. Tra l’altro sono disponibili in diverse dimensioni e forme, il che consente loro di adattarsi alle esigenze di ogni cliente.

Per quel che riguarda i vantaggi che una piscina jacuzzi da esterno può offrire, in primo luogo possiamo parlare dell’esperienza di relax e benessere che è possibile regalarsi in qualsiasi momento, senza dover andare in un centro benessere o SPA.

Invece, una delle cose cui solitamente non si pensa, è che queste piscine da esterno possono essere utilizzate in qualsiasi stagione dell’anno e non soltanto d’Estate, grazie al sistema di riscaldamento integrato.

A parte questo, il loro design fine e accattivante le rende un elemento molto valido esteticamente ed in grado di apportare del valore ad ogni tipo di ambiente in cui vengono installate.

Design moderno ed elegante

Le mini piscine idromassaggio presentano un design moderno che si integra perfettamente con qualsiasi stile architettonico.

Sono appariscenti, grazie anche al sistema di luci a led per cromoterapia di cui dispongono, e possono essere personalizzate per soddisfare le esigenze di ciascuno.

La resistenza alle intemperie e durata nel tempo è garantita dai materiali solidi e robusti (oltre che di qualità ) con i quali vengono realizzate, ma non solo. La pratica copertura isotermica rigida consente infatti di preservare la vasca dall’azione del sole e da eventuale grandine o neve.

Fattibilità dell’installazione di una mini-piscina in un attico

Una mini piscina con idromassaggio può essere installata anche in un’area ristretta come quella di un attico, ma è importante considerare prima alcuni fattori come la portata del tetto, la capacità di carico e la necessità di un permesso edilizio in base ai vari regolamenti comunali.

È importante a prescindere consultare dunque un professionista o azienda specializzata per valutare la fattibilità dell’installazione e garantire la sicurezza della struttura.

Il sistema di filtraggio dell’acqua

Il sistema di filtraggio è essenziale per mantenere sempre pulita l’acqua di una mini piscina.

Esistono diversi tipi di sistemi di filtri come quelli a sabbia, a cartuccia o a diatomee, che possono fare in modo da garantirti sempre acqua pulita e igienicamente sicura.

Inoltre, il motore che aziona la pompa garantisce sempre una circolazione efficace dell’acqua ed un’esperienza piacevole e confortevole con l’idromassaggio.

Manutenzione della piscina

La manutenzione della mini piscina è essenziale per garantirsi sempre una pulizia ottimale e un’acqua sicura dal punto di vista batteriologico.

Le azioni di manutenzione più importanti da parte nostra in tale senso, dunque fondamentali per la cura della nostra mini piscina, sono principalmente il monitoraggio del pH e dell’equilibrio chimico dell’acqua, la pulizia regolare della vasca e la sostituzione del filtro.

È importante eseguire tutte queste azioni, così come consigliano le istruzioni del produttore, in maniera periodica nel corso dell’anno.

Conclusione

Per concludere, possiamo affermare che una mini piscina idromassaggio in attico offra veramente un’esperienza di relax e benessere senza eguali, e che fai bene a pensare di farne installare una.

Il mercato offre tante possibilità di scelta per quel che riguarda design ed optional, ma ricorda innanzitutto di valutare la fattibilità dell’installazione consultando un professionista o azienda specializzata.

Le cyber truffe sfruttano le vacanze: come evitare brutte sorprese?

I ricercatori di Kaspersky hanno analizzato le truffe più diffuse online, e hanno scoperto che alcuni siti web fraudolenti offrono voli aerei a basso costo per sottrarre denaro o informazioni personali ai viaggiatori. Ovviamente, senza fornire i biglietti prenotati. Si tratta di pagine di phishing ben realizzate, che spesso imitano noti servizi di compagnie aeree e aggregatori di biglietti. In alcuni casi mostrano perfino i dettagli reali dei voli, inviando richieste di ricerca ad aggregatori legittimi e riportando le informazioni ricevute. Ma oltre ai biglietti aerei fasulli, spesso la truffa si nasconde anche dietro ad alloggi troppo belli per essere veri, oppure a sondaggi a tema viaggi e vacanze. I ricercatori di Kaspersky mettono in guardia i viaggiatori, e offrono alcuni consigli per evitare le cyber truffe, e prenotare una vacanza in tutta sicurezza.

Location affascinanti (e inesistenti) a prezzi imbattibili  

I cyber criminali creano anche annunci su piattaforme popolari, mostrando foto affascinanti e offrendo prezzi bassi per attirare i viaggiatori. Ovviamente, una volta effettuati prenotazione e pagamento l’alloggio si rivela inesistente.
Anche le prenotazioni alberghiere non sono esenti dalle truffe. Attraverso siti web falsi, che imitano piattaforme legittime di hotel booking, i truffatori invitano gli utenti ad accedere con le loro credenziali di Facebook o Google, ottenendo così l’accesso non autorizzato a social media o account email delle vittime per furti di identità, transazioni non autorizzate e altre attività dannose. Ma esistono anche siti web o email ingannevoli che invitano a completare un sondaggio di viaggio per ottenere una ricompensa sostanziosa. Con la scusa dei requisiti di idoneità o la promessa di premi mai consegnati, i criminali raccolgono i dati personali delle vittime, che spesso vengono utilizzate come strumento per diffondere la truffa, invitandole alla condivisione del sito.

Diffidare dei siti che chiedono troppe informazioni personali

Per pianificare una vacanza sicura, gli esperti di Kaspersky consigliano di utilizzare solo piattaforme di prenotazione di viaggi, voli aerei e siti web di hotel conosciuti e affidabili. Diffidare di siti sconosciuti e sospetti che offrono prezzi incredibilmente bassi o che chiedono troppe informazioni personali. Inoltre, prima di effettuare transazioni o fornire dati personali, è importante controllare due volte che l’URL sia sicuro (https e icona del lucchetto).

L’importanza delle recensioni

Prestare poi sempre attenzione ai siti che contengono piccoli errori di ortografia o nomi di dominio insoliti, poiché potrebbero indicare attività fraudolente. Un altro consiglio è quello di effettuare sempre e solo ricerche su strutture ricettive, compagnie aeree o agenzie di viaggio, che si intendono utilizzare e controllare le recensioni.
Grazie alle recensioni di fonti affidabili è possibile avere un’idea dell’esperienza degli altri viaggiatori e individuare eventuali segnali di pericolo. Utilizzare poi una soluzione di sicurezza: una soluzione di sicurezza affidabile, come Kaspersky Premium, garantisce una protezione completa da tutte le forme di truffe conosciute e non, tra cui il phishing.