Competenze STEM tra gender gap e mismach professionale

Secondo i dati dell’Osservatorio Deloitte, nonostante il ruolo sempre più importante di scienza e tecnologia, in Europa solo il 26,6% degli studenti è iscritto a percorsi di istruzione terziaria in ambito STEM, un dato pressoché invariato negli ultimi dieci anni.

La carenza è particolarmente forte in ambito ICT, che rappresenta circa il 19,5% del totale degli studenti STEM. In questo settore, sempre più strategico, le donne continuano a essere pochissime: tra le studentesse STEM solo il 12,4% si dedica a studi in ambito ICT.
In Italia la carenza di competenze in ambito ICT è ancora più allarmante. In questo sotto-insieme STEM gli studenti rappresentano solo l’8,4% (media europea 19,5%), e tra gli studenti italiani ICT le ragazze sono solo il 15% (Europa 20,3%).

Ingegneria e tecnologia gli ambiti più ricercati

Di fatto, più di una azienda su 2 riferisce di aver riscontrato difficoltà nel trovare i profili STEM. In particolare, i profili più ricercati dalle grandi aziende sono negli ambiti di ingegneria (63%) e tecnologia (55%). Inoltre, circa una azienda su 3 ritiene che trovare e mantenere le persone con competenze tecnico-scientifiche sia complesso per la competizione internazionale. 

Per fare fronte a questo problema, le aziende prevedono l’adozione di specifiche strategie, a partire dall’offerta di salari più competitivi (59% tra le piccole aziende, 65% tra le grandi).
Oltre 8 aziende su 10, poi, sottolineano l’importanza di politiche pubbliche dedicate (miglioramento dell’offerta formativa nazionale, potenziamento degli scambi tra aziende, università e stanziamento di fondi dedicati).

Prima di tutto, parità di retribuzione

Circa la metà delle aziende intervistate riconosce l’esistenza di discriminazioni di genere nel settore STEM, soprattutto in termini di disparità salariali e di valutazione delle performance.

Per affrontare il problema, più di una impresa su 2 sottolinea l’importanza di sviluppare iniziative per ridurre le differenze di carriera e salario. Tuttavia, 7 aziende su 10 pensano che il cambiamento debba passare da politiche pubbliche di supporto alla genitorialità e agevolazioni fiscali.
Inoltre, per quasi metà dei giovani promuovere la parità di retribuzione è la prima soluzione per colmare il gender gap.

Non solo stereotipi culturali

La metà degli studenti e dei lavoratori STEM ritiene che gli stereotipi culturali che associano scienza e tecnologia a ruoli ‘maschili’ continuino a ostacolare la preparazione delle bambine in ambito matematico sin dalla prima infanzia. Oltre agli stereotipi legati al retaggio culturale del passato, ci sono le discriminazioni. Oltre 6 studenti e 5 lavoratori su 10 dichiarano di avere assistito a episodi di questo tipo, un dato che sale al 73% tra le studentesse e al 74% tra le giovani lavoratrici STEM.

Il 55% delle lavoratrici STEM, poi, riferisce di aver subito discriminazioni, rispetto al 37% delle loro colleghe in ambito non STEM.