Manager allo stremo: colpa dello stress e delle poche pause

I manager non riescono a staccare la spina dal proprio lavoro. Per un eccesso di tempo speso in ufficio, amministratori delegati e dirigenti non ce la fanno a ritagliarsi delle pause da dedicare al relax o alle attività preferite. Insomma, considerare i “tempi morti” come un’occasione per pensare sembra essere un’utopia nelle grandi aziende e nelle multinazionali, sempre più complesse e invadenti.

Sotto pressione sette giorni su sette, 24 ore su 24

Il tema è di attualità, tanto che Boston Consulting Group gli ha dedicato uno studio approfondito, condotto su interviste ad amministratori delegati di diverse nazionalità. In base alle risposte, risulta evidente che le aziende siano sempre più complesse. Negli ultimi 50 anni, rivela l’indagine, l’indice di complessità delle maggiori compagnie elaborato da Bcg è cresciuto a un tasso del 7% all’anno. I “poveri” manager, quindi,  sono sottoposti a una pressione estrema sette giorni su sette, 24 ore su 24. E non va bene, nemmeno per la produttività.

Lo stop serve a lavorare meglio

Michele Panzetti, senior trainer della Scuola di Palo Alto, ha dichiarato in un’intervista all’agenzia AdnKronos che “se si lavora dodici ore al giorno tutti i giorni il nostro cervello ci fa andare più lenti, crea meccanismi di difesa, al pari del ‘fiatone’ quando si corre. I manager che funzionano sono quelli che hanno il coraggio di delegare e di avere momenti di stop”. “Non bisogna confondere l’iperattività con l’efficacia: essere indaffarati non significa essere produttivi”, spiega il rapporto di Bcg.

Aumentano i corsi per i manager, anche di cucina

Non è quindi un caso che si stia registrando, nelle aziende top, un deciso incremento di corsi leisure destinati ai manager, da quelli di musica a quelli di cucina. Tutte strategie per staccare la spina e ricaricare la mente con esperienze piacevoli e appaganti. Mentre all’estero è (quasi) assodato che un cervello che si concede distrazioni è poi più pronto a elaborare le informazioni, soprattutto quelle professionali, in Italia non è ancora così.

Dal più al meglio

Ora, secondo lo studio, “una delle più grandi sfide per gli amministratori delegati è placare l’iperattività per impegnarsi nel pensiero critico, facendolo diventare una routine”. La parola d’ordine per il futuro, specie per i mercati del domani, sarà quella di trasformare il presunto teorema “più produco più valgo sul mercato” con la logica del “meglio produco e meglio riesco a stare su mercato”. E le aziende che sapranno muoversi per tempo in questa direzione saranno quelle vincenti.

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