Solo il 19% dei proprietari al momento utilizza dispositivi smart per la gestione quotidiana degli animali domestici. L’81% preferisce non avvalersi di questi strumenti. Le ragioni sono diverse. Il 36% ritiene che i metodi tradizionali siano più efficaci, ma il 35% non è sufficientemente informato sulle opzioni disponibili.
Nonostante l’aumento delle soluzioni digitali per la cura degli animali, un settore in piena espansione che a livello globale varrebbe oltre 10 miliardi di euro, con un tasso di crescita annuo in Europa del 5% (fonte: Global Market Insights), l’utilizzo di dispositivi smart per la gestione quotidiana degli animali in Italia sembra ancora molto limitata. Lo ha scoperto l’Osservatorio Quattrozampeinfiera, la rassegna pet friendly dedicata agli animali da compagnia.
Le soluzioni più utilizzate
Tra coloro che utilizzano dispositivi smart, la videocamera è la preferita (73%), seguita dal collare GPS (29%) e dai giochi interattivi (21%). Guadagnano terreno anche altri dispositivi tecnologici, come i dispenser automatici di acqua (18%) e cibo (11%), mentre strumenti più avanzati, come le lettiere autopulenti e i monitor per la salute, sono ancora poco diffusi.
La situazione non è molto diversa per quanto riguarda l’uso delle app per la gestione della salute degli animali. Solo il 10% degli intervistati dichiara di utilizzare applicazioni specifiche. Le funzionalità più apprezzate sono il tracciamento delle visite veterinarie e delle vaccinazioni (54%). Seguono i suggerimenti per la cura quotidiana (41%), la pianificazione dei pasti e delle diete (28%) e il monitoraggio delle attività fisiche (19%).
I desiderata dei proprietari
Sebbene poco diffuse, cresce anche l’interesse per le consulenze veterinarie online (18%).
Quanto alle richieste specifiche dei proprietari a livello territoriale, quelli del Nord Italia chiedono corsi di addestramento, vasche idromassaggio, cuffie isolanti dai rumori e monitoraggio della salute con rilevatori di battito cardiaco e misurazione della glicemia.
Tra le idee più futuristiche, riporta Ansa, un androide che monitori l’animale in assenza del proprietario, un libretto sanitario digitale consultabile da tutti i veterinari, traduttori per i miagolii e sistemi per rilevare alterazioni psicofisiche.
Le app per il pet
Nel Centro, invece, le richieste si concentrano sul monitoraggio della salute, con dispositivi in grado di misurare parametri vitali e rilevare malattie. Tra le richieste più popolari, la consulenza veterinaria online per emergenze e la possibilità di GPS sottopelle. Ma anche un’app che faccia compagnia al proprio animale quando è solo.
Nel Sud Italia la domanda si concentra su app per educare l’animale, il monitoraggio dello stress e il controllo dei parametri di salute. Non mancano richieste di linee attive con veterinari in caso di necessità e app per la temperatura corporea. Ma anche un sistema che indichi i luoghi pet-friendly, ovvero, per la condivisione di aree o spazi sicuri e adatti per gli animali.