Comprare online è diventato un gesto automatico, alla stregua di mandare una mail o leggere le notizie. Si sceglie un prodotto, si paga in pochi secondi e si aspetta il corriere. Tutto semplice, almeno in apparenza. Dietro questa comodità, però, si agita un microcosmo di pericoli che nel 2025 ha mostrato tutta la sua vitalità.
A raccontarlo è il Security Bulletin 2025 di Kaspersky, che analizza cosa succede davvero nel mondo della sicurezza informatica legata a retail ed e-commerce, tra utenti poco attenti e criminali sempre più organizzati.
I dati degli attacchi
Nel corso del 2025, oltre il 14% degli utenti del settore retail è stato esposto a minacce provenienti dal web, mentre più di uno su cinque ha subito attacchi direttamente sui propri dispositivi. Per quanto riguarda le imprese, l’8,25% delle aziende retail ed e-commerce ha dovuto fare i conti con attacchi ransomware.
Ancora più netto il dato che riguarda il B2B: i rilevamenti di ransomware sono cresciuti del 152% rispetto al 2023. E poi c’è il phishing, che non passa mai di moda: più di 6,7 milioni di tentativi intercettati, con i negozi online nel mirino in oltre la metà dei casi.
Fidarsi delle app non basta più
Uno degli aspetti più inquietanti emersi nel 2025 riguarda le applicazioni mobili. Anche quelle scaricate da store ufficiali possono nascondere brutte sorprese. Alcuni malware, mascherati da app per lo shopping o la consegna di cibo, sono riusciti a sottrarre dati personali e informazioni bancarie. Bisogna rimanere sempre all’erta.
Ransomware e phishing, vecchi trucchi sempre efficaci
Nel settore retail ed e-commerce, la crescita del ransomware è legata soprattutto alla diffusione di una specifica famiglia di malware, capace di sfruttare strumenti ufficiali per bloccare i sistemi delle vittime. Il phishing, invece, continua a colpire giocando sulla fretta e sulla fiducia.
I periodi di saldi e promozioni restano i momenti preferiti dagli hacker, quando email e messaggi ingannevoli si confondono facilmente con le “vere” comunicazioni.
Cosa aspettarsi dal 2026
Secondo gli esperti di Kaspersky, il futuro non sarà semplice. I chatbot diventeranno strumenti sempre più utilizzati per cercare prodotti e fare confronti, spingendo gli utenti a condividere informazioni dettagliate su gusti e abitudini. Come osserva Anna Larkina, Web Data and Privacy Analysis Expert di Kaspersky, il passaggio verso ricerche più conversazionali e visive renderà cruciale una gestione attenta dei dati per non perdere la fiducia dei consumatori.
A questo si aggiunge l’uso sempre maggiore di assistenti all’acquisto basati sull’intelligenza artificiale, spesso al di fuori delle piattaforme ufficiali.
Anche la ricerca di prodotti tramite immagini apre interrogativi sulla privacy, perché nelle foto finiscono spesso dettagli personali che non si pensa di condividere.
Controllare e ancora controllare
La lezione è semplice, anche se scomoda: non esistono scorciatoie. Controllare link e mittenti, informarsi sui negozi online, tenere d’occhio le transazioni e proteggere i dispositivi resta l’unico modo per ridurre i rischi.